«Noi con Effetto Serra non c'entriamo niente»
IVREA Rispetto all'intero edificio della Serra, Effetto Serra non ne è che una parte, quella nata come polo culturale e aggregativo. Del futuro di Effetto Serra, e non delle altre attività che compongono la struttura, si sta discutendo in queste settimane. Lo hanno sottolineato i titolari della piscina che fa parte del complesso, con ingresso verso i giardini Botta. Una precisazione che Daniele e Nisio Gismondi ritengono doverosa «perché troppi fraintendimenti in questi mesi hanno finito per danneggiarci e non solo da un punto di vista di immagine». La premessa, spiegano i due fratelli, è che «siamo molto contenti di qualsiasi iniziativa porti beneficio al complesso della Serra, inclusa quella di Aeg di cui tanto si parla». Aeg starebbe infatti valutando se investire più di un milione di euro per far rinascere il polo culturale, dunque solo la porzione del complesso esposta verso corso Botta. C'è però un ma. «Noi non sappiamo e non vogliamo sapere se Effetto Serra sia a rischio fallimento. Se lo fosse, è bene chiarire che le altre attività presenti nel complesso non lo sono affatto. Al contrario – ripetono i Gismondi – grazie al lavoro e agli investimenti dei loro proprietari e dei gestori queste attività funzionano, erogano servizi e danno lavoro. Non bisogna confondere Effetto Serra con l'intero stabile: lo stabile ha diversi proprietari che hanno investito e continuano ad investire perché credono in questa struttura, e sono indipendenti sia da Aeg sia da Effetto Serra». Un cenno poi alla situazione di degrado in cui versa parte dell'area esterna. «Per quelli che a nostro parere sono stati errori di gestione – dice Daniele Gismondi –, invece di provvedere a ristrutturare la facciata dello stabile, sono state spese considerevoli somme in studi e sopralluoghi. All'interno, la maggior parte delle proprietà invece è stata risanata». E ancora: «Oltre ai problemi degli investimenti», i nervi scoperti «sono il parkour, per esempio: il Comune ha dotato i giardini pubblici di attrezzature per questo sport, peccato che la maggior parte degli atleti lo pratichino all'interno dell'edificio, spesso proprio nella sala cupole, di proprietà del Comune». Quanto ai graffitari, «abbiamo provato a ridipingere alcune sezioni dello stabile, scegliendo le vernici che più si avvicinavano alle originali. Risultato? Nel giro di poche ore le zone ridipinte erano di nuovo ricoperte di graffiti. Se il Comune non ci aiuta in questo senso, sarà difficile risolvere questo problema da soli». Altro nodo, secondo Gismondi, «le auto parcheggiate davanti alla struttura» che «hanno già provocato degli incidenti e quasi ucciso un cagnolino. In centro Ivrea, i giardini sono un luogo ideale per mamme, bambini e ragazzi. È incivile il parcheggio selvaggio, eppure spesso vi sono auto addirittura parcheggiate sulle aiuole. E questo dura da anni. Anche per questo problema, nell'ottica della riqualificazione, facciamo appello al sindaco. Il cortile parcheggio dello stabile è inoltre una proprietà privata. Le cartacce e le bottiglie vengono abbandonate da chi passa. La soluzione sarà quella di recintare in modo che nessuno passi e sporchi».