Rispunta la Yamaha ma a vincere è quella di Lorenzo
di Cristiano Marcacci wINVIATO A MISANO ADRIATICO (Rn) Il popolo in giallo urla "Vale, Vale", ma Rossi sul podio non c'è. Non ci sale nemmeno parecchio tempo dopo la conclusione della cerimonia ufficiale, per farsi vedere e accontentare le migliaia di fan che nel frattempo avevano invaso la pista. La maledizione del 4° posto (il 6° collezionato quest'anno) continua a rincorrere il campionissimo di Tavullia. Sul circuito intitolato al suo amico Marco Simoncelli non ce la fa a inserirsi nel trio delle meraviglie. A vincere è il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, dal quale è costretto ad accusare una gran bella "mazzata", oltre 15" di ritardo. Alla sua 2ª vittoria consecutiva (la 5ª stagionale), il campione del mondo in carica ha dominato la gara, portandosi al 2° posto del Mondiale, a 34 punti da Marquez. Scattato in testa dalla 2ª posizione occupata in griglia, lo spagnolo ha tenuto un ritmo indiavolato, non sbagliando assolutamente nulla e controllando il temibile duo della Honda. Per lui un aiuto in più è arrivato dal nuovo cambio, il "seamless", che ha rivoluzionato il blocco della trasmissione e che consente alla Yamaha di avvicinarsi in competitività al livello degli avversari. Proprio dalla Honda sono arrivate le sole emozioni del Gp. Marquez e Pedrosa non si sono affatto risparmiati, offrendo un duello corpo a corpo degno di un film western. Il leader provvisorio della classifica, caduto in mattinata negli ultimi secondi del warm-up, ha faticato non poco nella prima parte di gara, soprattutto al 5° giro, quando è arrivato lungo a girare in una curva ed è stato infilato da Rossi. Marquez ha cominciato a carburare come si deve a partire dal 13° giro, tornata in cui ha ripassato Valentino ed è andato all'attacco di Pedrosa. Ce l'ha fatta a superarlo al 17° giro. I due rischiano più volte le "sportellate" e 4 giri dopo è Pedrosa a riconquistare la 2ª piazza. Il suo, però, è un fuoco di paglia: Marc ha ora la moto dalla sua e gli basta spingere come sa per passare di nuovo Pedrosa e lasciarselo alle spalle di circa 4". Dietro a Rossi, in 5ª posizione, c'è Bradl, di poco avanti a Crutochlow. Il bilancio italiano è tutt'altro che soddisfacente: la Ducati non va oltre l'8ª posizione, con Andrea Dovizioso che precede di oltre 2" il compagno di scuderia Nicky Hayden e di 5" Michele Pirro, con la Ducati della Pramac Racing. Danilo Petrucci è solo 15°, davanti a Claudio Corti, mentre Andrea Iannone è addirittura caduto al primo giro. Emozionante la gara delle Moto3, in cui il dominio spagnolo si è stavolta declinato col trionfo di Alex Rins (Ktm Estrella Galicia), che per solo mezzo secondo ha bruciato Maverick Vinales. Terzo il fratello d'arte Alex Marquez. Pauroso il disarcionamento dalla moto di cui è stato vittima il tedesco Folger, partito in pole, costretto a ricorrere alle cure mediche per la frattura del malleolo sinistro e la lesione ad una spalla; 8° Antonelli, 10° Fenati. Domenica da incubo per il fratellino di Rossi, Luca Marini, caduto al 1° giro, appena 300 metri dalla partenza. Inno spagnolo anche sul podio della Moto2, con la scena tutta per Pol Espargaro (Kalex Tuenti Hp 40). Partito dalla pole position, l'iberico ha dovuto subire, nel corso del 4° giro, il sorpasso del giapponese Nakagami, che ha poi condotto per gran parte della gara con un buon margine sugli inseguitori. Nel finale, però, Espargaro è tornato sotto fino a sferrare l'attacco decisivo nel penultimo giro. Deludono gli italiani: Pasini è 12°, De Angelis 15°. ©RIPRODUZIONE RISERVATA