Tennis: Djokovic battuto, Nadal re di New York

ROMA Un'immagine fotografa e simboleggia l'epilogo degli Us Open 2013: Rafa Nadal steso sul cemento dell'Arthur Ashe Stadium, le mani sul viso per nascondere le lacrime, dopo la vittoria su Novak Djokovic, che gli ha regalato il secondo titolo a Flushing Meadows, il 13esimo in un torneo del Grande Slam, il 60esimo in totale, di cui 10 in questo fantastico 2013, illustrato da 60 vittorie su 63 match giocati. Un anno fa, gli Us Open li guardava in televisione, bloccato da un infortunio al ginocchio che l'ha tenuto lontano dai campi di gioco per sette mesi, probabilmente rimuginando su quale sarebbe stato il suo futuro. Ora Rafa celebra il trionfo, conquistato in quattro intensi, appassionanti set (6-2 3-6 6-4 6-1), in tre ore e 21 minuti di battaglia; festeggia la 22esima vittoria in 37 sfide contro il serbo e si conferma sempre più dominatore della stagione, a dispetto della classifica che lo vede secondo, per pochi punti, ma che appare orientata a consacrarlo di nuovo, dopo il 2008, re del tennis mondiale. E così, mentre nel torneo femminile la numero 1, Serena Williams, ha prevalso sulla numero 2, Victoria Azarenka, tra gli uomini è accaduto il contrario, a riprova della nuova gerarchia emergente. Conquistando il secondo titolo Slam della stagione dopo il Roland Garros (che ha vinto ben otto volte), il 27enne mancino di Maiorca, che fino alla sosta forzata per l'infortunio era fortissimo quasi esclusivamente sulla terra rossa, conferma il suo predominio anche sulle superfici dure, con 22 match consecutivi vinti nel 2013, che gli sono valsi i titoli a Indian Wells, Montreal, Cincinnati e, ora, New York.