In bici da Busano a Mammola in 4 giorni
BUSANO Il Canavese e la Calabria, così lontani, così vicini. Luciano Spanò, 51 anni, da cinque titolare dell'hotel, bar, pizzeria, ristorante La Rocchetta di via Valperga, a Busano, ha percorso in sella alla sua bicicletta i mille 320 chilometri che separano il piccolo Comune altocanavesano da Mammola, centro in provincia di Reggio Calabria, del quale è originario. Ai record Spanò, per la verità, è ormai abituato visto che ha già percorso i tratti Caselle- Venezia e Busano-Roma e nel suo palmares conta un onorevole secondo piazzamento a una delle gare classiche del ciclismo italiano: la Milano – Sanremo. «Corro in bicicletta da quando avevo 17 anni, ma soltanto a 28 anni ho scoperto il mondo delle competizioni - confida Spanò, che vanta una lunga esperienza nel settore della ristorazione ed è anche presidente dell'associazione calcistica Ac Busano -. Ho gareggiato per quindici anni in diverse società, ma mi era rimasta in testa l'idea di fare una volta una cosa tutta per me: raggiungere il mio paese natale, Mammola. È stata davvero una bellissima esperienza, anche se, indubbiamente, faticosa». Partito da Busano alle 5,30 di domenica 4 agosto, in quattro giorni (per la precisione alle 18 di mercoledì 7), facendo tappa a Forte dei Marmi, Monte Albano Marina nei pressi di Roma, Pisciotta in Campania, Luciano Spanò, che vive in Canavese da 37 anni, si è tolto la soddisfazione di realizzare questo sogno nel cassetto a lungo cullato. «Ho incontrato ovunque una buona ospitalità- aggiunge -. L'ultima tappa è stata davvero molto pesante e a darmi la forza di salire sulla sella con temperature torride che, in certi punti, sono anche arrivate a superare i 40 gradi, è stato il fatto che sapevo che attendermi al traguardo c'era mio figlio, Stefano di 14 anni. Ma con mia grande sorpresa, all'arrivo a Mammola, sono stato accolto, con tanto di striscione, dal sindaco. È stata organizzata una grande festa e mi è anche stato riservato l'onore di portare in processione la statua dell'Assunta». Il tragitto Spanò l'ha percorso con una bici super leggera di appena sette chili, sulla quale era montato un piccolo computer che l'ha agevolato per individuare i luoghi in cui sostare. «Da ragazzino mi ero costruito da solo una bicicletta e devo ringraziare Silvano Doglio e Angelo Cantarini che, una volta arrivato in Piemonte, mi hanno incoraggiato ed aiutato ad inserirmi nelle società sportive- conclude Spanò- . Un grazie, infine, desidero rivolgerlo ai miei amici della compagnia di ciclisti di Busano e dintorni, un gruppo di una trentina di ragazzi con i quali tutte le domeniche andiamo a fare dei giri in bici, per avermi sopportato in tutti in questi mesi in cui mi sono allenato con loro». Chiara Cortese