«Retalix, ancora l'incubo degli esuberi»

di Simona Bombonato w BOLLENGO Tagli di personale in Retalix: si riapre lo scenario. Lo dicono i sindacati quando manca poco più di un mese al 31 ottobre, giorno in cui scadrà l'accordo siglato in Confindustria Ivrea il 24 luglio scorso in virtù del quale sono stati bloccati 13 licenziamenti su un totale di 38 addetti. L'accordo era stato firmato dando ai 13 esuberi certi la possibilità di uscire con una mobilità volontaria incentivata. Retalix, sede in strada Allass, è un'azienda di software che è stata assorbita dalla multinazionale Ncr, colosso americano leader nelle apparecchiature bancomat e nei terminali di cassa per la grande distribuzione, di cui Retalix è diventata una divisione. Prima del 24 luglio si contavano tredici esuberi certi nel segmento specializzato nello sviluppo di soluzioni software per i pagamenti Pos e le carte di credito, tredici con età tra i 40 e i 45 anni, di cui 8 programmatori, il resto tra amministrativi e commerciali. Oggi, a quasi due mesi dall'intesa, nessuno di loro ha deciso di lasciare il posto di lavoro a Bollengo. Due forse stanno valutando se farlo, ma non sembrano molto orientati a percorrere questa strada. Adesso si tratta quindi di capire, come temono i sindacati, se a novembre Retalix tornerà a parlare di licenziamenti. «È un'ipotesi molto concreta – si bilancia Luigi Malberba di Fiom Cgil –. Avevamo ragione noi a spingere per un anno di cassa straordinaria oltre alla mobilità volontaria. E invece non hanno voluto sentire parlare di ammortizzatori, e ora ci troviamo nella stessa situazione di prima. Era chiaro che i dipendenti non volessero andarsene. Chi trova lavoro oggi in tre mesi, con in mezzo agosto?». I sindacati sono tornati a chiedere alla Regione di convocare con la Provincia un tavolo urgente entro fine mese, in pratica lo stesso tavolo che venne annullato a fine luglio dopo il raggiungimento dell'accordo. Preoccupa il silenzio dell'azienda, ripete Malerba: «La nostra proposta non escludeva la possibilità che alcune attività venissero cedute in outsorcing. Perciò avevamo sollecitato un piano industriale che in ogni caso coinvolgesse tutte le professionalità in campo, a partire da quelle che oggi rischiano il posto. I prodotti Ncr vanno bene, Retalix Italia sta lavorando di più di Israele. Invece l'azienda non ha fatto nulla, la situazione pare bloccata». Dunque, quasi certamente si riaprirà la partita. Prima di agosto, i licenziamenti avevano mobilitato Regione, Provincia e amministrazione comunale. Poi l'accordo con la consapevolezza che il rischio degli esuberi sarebbe stato solo rimandato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA