Festival jazz naufraga tra soldi e rancori

di Rita Cola wIVREA Festival jazz, non si placa la polemica dopo la dichiarazione di Massimo Barbiero, musicista e organizzatore dell'evento. Anzi, impazza sui social network con commenti e richieste di chiarimenti a 360 gradi. Barbiero aveva annunciato il divorzio della manifestazione da Ivrea dopo oltre trent'anni a meno di un mese dall'appuntamento autunnale dell'evento e dopo avere avuto un colloquio con gli assessori alla Cultura Laura Salvetti e al Commercio Giovanna Strobbia sul tema delle risorse. Risorse che, per l'appuntamento di autunno, sono limitate all'uso gratuito del teatro Giacosa e di sala Santa Marta. Ieri Salvetti, assessore alla Cultura da meno di quattro mesi e alla sua prima gatta da pelare, ha ripetuto ciò che aveva già detto domenica: «Mi ero lasciata con Barbiero chiedendogli di fare uno sforzo per l'autunno perché non siamo in grado di integrare quanto già gli è stato dato, se non offrendogli le strutture e mi sono data disponibile a sostenere la manifestazione, che ritengo un'eccellenza, per cercare risorse. E questa continua ad essere la mia posizione. Sono disponibile, per l'edizione del prossimo anno, ad aiutarlo a cercare fondi. Una cosa, però, deve essere chiara a tutti. Io voglio agire con la massima chiarezza e serve una impostazione di metodo se si utilizzano risorse pubbliche: si fa un progetto con un budget, si cercano i fondi e, sulla base di questi, si realizza la manifestazione. Non ci sono altri metodi. Dirò di più: in campagna elettorale avevamo parlato di fare gli stati generali della cultura e io ci sto lavorando per aprire un momento di confronto sulle politiche culturali sul territorio, tanto più in un momento difficile come questo. E se le dichiarazioni di Barbiero, al di là del merito della manifestazione di ottobre, hanno innestato subito questa discussione, allora ben venga». Barbiero, a distanza, non arretra di un millimetro e rincara la dose: «Io mi sarei aspettato un gesto, ma è evidente che non c'è più spazio. Non è una questione solo economica per un festival che costa sui 40 mila euro, perché noi possiamo avere musicisti a prezzo di favore, altrimenti sarebbe il doppio. È chiaro che il festival non interessa, non è mai interessato, è sempre stato snobbato. Salvetti, quando l'ho incontrata, mi ha detto che soldi non ce ne sarebbero più stati neanche per il futuro e mi avrebbe aiutato a compilare eventuali bandi. Lei stessa mi ha raccontato di esserci venuta solo una volta». Barbiero va giù duro e cita come esempio del disinteresse dell'amministrazione (postato anche su facebook, sulla pagina dell'Ivrea Jazz Club) il diniego di inviare a nome del Comune un telegramma per la morte di Sergio Ramella, ideatore e per lunghi anni organizzatore del festival. Non solo: «Non vorrei che stessimo pagando la nostra amicizia e il sostegno all'ex assessore Ballurio, che ci ha sempre aiutato attraverso gli eventi collaterali». E aggiunge: «Non vorrei che questa polemica passi come una questione personale. Io faccio parte di un gruppo, con volontari che si danno da fare per andare a prendere gli artisti, supportare la logistica. Parliamo di artisti che vengono da fuori e che devono alloggiare, mangiare ed essere accompagnati». Ma quanto è stato dato, in questi anni, al festival? Le cifre le rende note Salvetti, attraverso una nota del Comune: «Ripeto: sono per la chiarezza e questi sono i numeri, in modo che ognuno possa farsi un'opinione. Aggiungo, a quanto ne so, che gli eventi previsti in sala Santa Marta nell'ambito del festival jazz si svolgeranno regolarmente». Ecco, quindi, le cifre per il festival jazz. A cominciare dall'anno in corso e andando a ritroso, fino al 2010. Per l'anno in corso, l'assessorato al Commercio ha dato 1.500 euro, la Fondazione Guelpa 10 mila euro e ha sostenuto le spese per l'Officina H in occasione del concerto di Bollani (2.117,50 euro), dove sono stati staccati 626 biglietti. Di questi 10 mila euro richiesti nel progetto presentato da Barbiero, considerando un'unica manifestazione i due appuntamenti di primavera e autunno, il 70% è stato liquidato, il resto lo sarà a consuntivo. «I restanti eventi 2013 della manifestazione di primavera - precisa il Comune - hanno visto 96 biglietti per il Giacosa, 40 a Banchette, 79 a Bollengo e 51 a Chiaverano». Nel 2012, sempre secondo il Comune, il finanziamento, sempre della Fondazione Guelpa, è stato di 12 mila euro (Open jazz ed eventi legati al Foto festival) con utilizzo delGiacosa, Santa Marta, Sinagoga e sala Cupola. L'anno precedente il contributo è stato di 14 mila euro (Open jazz e Aspettando Hispanica) con l'uso del Giacosa, mentre nel 2010 gli euro sono stati 5.000 con l'uso del teatro.