Chi arriva in vantaggio a Monza di solito vince ma lo scorso anno...
di Filippo Ronchetti Un'impresa disperata: così può essere definito il tentativo di rimonta di Fernando Alonso su Sebastian Vettel, nel momento in cui il Circus fa tappa a Monza. Certo, mancano ancora otto gare e gli ultimi tre anni – escluso il 2011 in cui Vettel arrivò a Monza con quasi cento punti di vantaggio sul secondo – ci hanno insegnato che può succedere di tutto. Otto gare significa che sono in palio 200 punti, quando Vettel ne ha di vantaggio 46: insomma, la matematica permette ancora di rimontare. Addirittura i piloti che sono ancora a quota zero, vincendo le rimanenti otto gare, possono salire a 200 punti, più di quanti ne ha Sebastian in questo momento. Il problema è che in questo caso la matematica non basta e, per quello che si è visto a Spa due settimane fa, la macchina più veloce è nelle mani proprio del pilota al vertice. Ecco quindi che un'eventuale vittoria degli immediati inseguitori di Vettel, Alonso secondo con 157 punti, Lewis Hamilton terzo a 139 e Kimi Raikkonen quarto a 134, sposterebbe di poco gli equilibri. Chi insegue, se vuole aggiudicarsi il titolo, deve non solo vincere una o due gare ma finire costantemente davanti al tedesco della Red Bull. E questo potrebbe comunque non bastare. Se, ad esempio, Hamilton vincesse tutte le gare rimanenti con Vettel sempre secondo, ciò non gli sarebbe sufficiente per diventare campione: la spunterebbe Vettel per due punti, 341 a 339. Nel 2010 a Monza si presentò in testa proprio Hamilton a quota 182: Webber lo seguiva staccato di tre lunghezze, Vettel di 31, Jenson Button di 35 mentre Alonso, in testa al mondiale quando prese il via l'ultimo Gp ad Abu Dhabi, era addirittura quinto staccato di 41 punti. Quella corsa segnò l'inizio della rimonta di Fernando che, vincendo, salì al terzo posto con 166 punti; Webber arrivò solamente sesto, Button e Vettel secondo e terzo e Hamilton si ritirò, accorciando notevolmente la classifica. Come andò a finire nella notte di Abu Dhabi, poi, lo ricordiamo tutti, specie alla Ferrari dove già pregustavano il trionfo. Nel 2011 a Monza già non c'era partita e il binomio Vettel-Red Bull confermò la propria superiorità con, in quel momento, l'ottava vittoria stagionale. L'anno scorso invece si arrivò al Gp d'Italia con ancora in mente l'incidente alla prima curva del Gp del Belgio in cui Romain Grosjean eliminò, tra gli altri, il leader del mondiale Alonso. La classifica recitava Alonso 164 e Vettel, vincitore in Belgio come due settimane fa, 140. La gara la vinse Lewis Hamilton mentre negli ultimi giri Sergio Perez sulla Sauber tolse il secondo posto ad Alonso, che arrivò così terzo. Vettel, invece, fu costretto al ritiro a sei giri dalla fine per un problema all'alternatore. Il divario tra i due salì a 39 punti: non abbastanza per Fernando che perse il titolo per tre punti. Pochi in meno di quelli che adesso ha in dote il rivale. Per cui... ©RIPRODUZIONE RISERVATA