Rtm, salari a singhiozzo «Subito un incontro»
di Rita Cola w AGLIÈ Salari a singhiozzo. Anticipo sulle spettanze del mese scorso e un punto interrogativo per questo mese. Si torna a parlare di Rtm, azienda con una cinquantina di addetti specializzata nella ricerca e nella costruzione di macchine laser. Macchine costose e ad altissima tecnologia, giudicate interessantissime nei nuovi mercati perché piacciono in Cina e sono apprezzate in Germania. Da tempo, Fim, Fiom e Uilm chiedono un rilancio alla proprietà. E ora, in scadenza del contratto di solidarietà, la richiesta è ancora più pressante. Da tempo (troppo, secondo il sindacato) l'azienda si trova in una sorta di limbo. Di Rtm si era parlato a lungo nel 2009, il trasferimento dei poco più dei cinquanta lavoratori da Vico Canavese ad Agliè di Rtm fu tutt'altro che indolore. Gli amministratori della Valchiusella protestarono in tutti i modi. Non era una questione di sedici chilometri. Era perdere dopo quarant'anni un presidio importante della valle, dove si faceva ricerca di eccellenza e si producevano macchine laser ad altissimo contenuto tecnologico. Il trasferimento ad Agliè, però, era una via obbligata. Il capannone di Vico aveva carenze (e amianto) e a Rtm serviva più spazio per ampliare l'attività per conto terzi, una delle tre branche produttive. La prima è infatti la ricerca, la seconda la costruzione di macchine laser per la saldatura, anche di materiali come il titanio, la terza lavorazioni per conto terzi. Rtm è un'esperienza unica, nel suo genere: contando sulla presenza, tra gli azionisti, della Provincia, e di diversi altri enti locali ed essendo uno dei centri ricerche per gli studi sul laser di Finmeccanica. La Provincia di Torino lo scorso anno ha deciso di uscire e per stabilire il valore delle azioni è stato necessario un arbitrato. E i lavoratori, intanto, sono preoccupati. Lino Malerba, Fiom, spiega: «Ci troviamo di fronte a un'azienda che ha prodotti costosi e ad alto contenuto tecnologico riconosciuto nel mondo. Ma un rilancio è indispensabile». Linea condivisa anche da Fim e Uilm. Alberto Mancino, segretario Uilm, osserva: «Rtm è un patrimonio tecnologico del territorio, su questo non ci sono dubbi. Possibile che non riusciamo a fare sistema?». Fabio Militto, Fim, ricorda che la vertenza del 2009 ha segnato la sua esperienza, allora alle prime armi, di funzionario sindacale: «Onestamente siamo preoccupati, perché ci troviamo di fronte a un'azienda in sofferenza nonostante la capacità di ricerca e innovazione». @gattobianco ©RIPRODUZIONE RISERVATA