Un posto occupato per chi non c'è più
L'iniziativa si chiama Posto occupato. Otto giornalisti che, con la testata online La Grande Testata, hanno ideato un modo originale per non dimenticare i casi di femminicidio. E quindi hanno deciso, con la campagna «Posto occupato» di dare visibilità a chi oggi non c'è più, ma avrebbe tranquillamente continuato ad esserci vivendo la propria quotidianità in auto, sul bus, in una sala d'aspetto, al cinema. Campagna cominciata a fine giugno a Messina, luogo di nascita di Maria Andaloro, editore de La Grande Testata e promotrice del progetto. A «Posto occupato» è facilissimo aderire e partecipare. Basta scaricare la locandina dal sito www.postoccupato.org e attaccarla su sedie, panchine, poltrone, ovunque avrebbe potuto esserci una donna che invece non c'è più perché uccisa dal marito, dal compagno, dall'ex fidanzato. Il «posto occupato» può ovviamente essere fotografato e condiviso nelle pagine dedicate. Alla campagna ha aderito anche la commissione pari opportunità della Federazione nazionale della stampa, impegnata a sostenere qualsiasi iniziativa a difesa della dignità e della parità di genere.