Masero, riscoperto Sant'Eusebio
SCARMAGNO La popolazione della piccola frazione Masero di Scarmagno è voluta tornare, dopo molti decenni, a ripercorrere i passi delle sue memorie. Sono tre, come ha ricordato nei giorni scorsi il parroco don Severino, gli aspetti primari di questo ritorno al passato: le memorie della ricchezza storico artistica culturale, della fede degli avi ed il messaggio della condivisione in momenti nei quali sembra prevalere l'egoismo e la chiusura agli altri. Per farlo hanno scelto l'antica cappella di Sant'Eusebio, chiusa da decenni, praticamente dimenticata e sconosciuta. La piccola chiesa di Sant'Eusebio (proto romanica a navata unica), come ha ricordato alla cinquantina di presenti l'esperta Luigina Enrico, è stata costruita attorno all'anno mille su una delle vie dei pellegrinaggi ed utilizzata allora come punto di sosta di ristoro fisico e spirituale dei pellegrini. Luigina Enrico ha ricordato il prezioso dipinto del 1424 del francescano Domenico Pago della Marca di Ancona custodito all'interno. Il dipinto è stato restaurato nel 2005. L'incontro, che si vorrebbe ripetere nei prossimi anni, si è concluso con la celebrazione della messa tra il verde dell'area comunale, alla presenza del vice sindaco Elio Bessolo Veneria, e con la condivisione dei loro cibi, portati dagli abitanti di Masero.