«Pezzetto non è solo» Al suo fianco tutti i sindaci
di Vincenzo Iorio wIVREA «Beppe Pezzetto non deve sentirsi solo, perché non lo è». Sindaci e amministratori del Canavese fanno quadrato attorno al sindaco di Cuorgnè, destinatario di una lettera contenente due proiettili. «Un episodio inquietante» come commenta a caldo Carlo Della Pepa da Ivrea, che arriva a poco più di un mese da quel fucile fatto rinvenire sul portone di ingresso del municipio di Cuorgnè. Libero Ciuffreda, da Chivasso, propone un vertice tra tutti i sindaci impegnati in prima linea sulla legalità. «Proporrò a Pezzetto un incontro allargato per coordinare le diverse iniziative messe in campo dai Comuni per contrastare l'illegalità - spiega Ciuffreda -. Mi piacerebbe riunire tutti quei sindaci che in questi anni stanno contrastando con la loro buona amministrazione le infiltrazioni della 'ndrangheta. Oggi, dopo la lettera con i proiettili e il fucile, è importante mostrarsi compatti. Gli autori di questo gesto sappiano che Pezzetto non è solo. Ha il suo fianco tutti i sindaci del Canavese e le comunità che rappresentiamo». Ciuffreda ricorda che dopo le inchieste Minotauro e Colpo di Coda, Chivasso si è costituta parte civile in entrambi i processi. «Le inchieste hanno dimostrato come in questo territorio le infiltrazioni della malavita sia possibili. Quando accaduto deve far riflettere tutti, inquirenti, amministratori e cittadini». Anche il sindaco di Ivrea punta sulla necessità di fare un fronte unico che vada oltre le parole di solidarietà. «Questa vicenda dimostra come ancora una volta i sindaci sono in prima linea nelle questioni più spinose - piega Carlo Della Pepa -. Quello che è successo a Cuorgnè potrebbe accadere in qualsiasi Comune del Canavese. L'obiettivo di chi ha spedito quello lettera è mettere paura e isolare. Ed è per questo che dobbiamo lanciare forte e chiaro il messaggio che Pezzetto non è solo in questa battglia: al suo fianco ci siamo tutti». Anche per Francesca Bonomo, deputata del Pd, è importante non abbandonare l'amministrazione di Cuorgné a se stessa. «Pezzetto è stato preso di mira per la semplice ragione che sta amministrando in maniera trasparente Cuorgnè - spiega - e in questo suo cammino non deve sentirsi solo. Questo episodio deve far capire a tutti che il Canavese non è immune dalle infiltrazioni mafiose, che la 'ndrangheta non è un fenomeno che riguarda solo alcune regione del meridione. Il fucile e la lettera con i proiettili sono intimidazioni mafiose, un linguaggio che devono tornare a essere estraneo in questa terra dove non c'è omertà». Bonomo ricorda come in questi anni tanto è stato fatto. «Penso ad associazioni come Libera che promuovono la cultura delle legalità tra le nuove generazioni. Un lavoro - conclude - che deve continuare». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA