«Disabili, poche risorse Avanti così chiudiamo»

di Simona Bombonato w LORANZÈ Dal 2006 promuovono iniziative culturali per combattere l'isolamento dei disabili fisici e mentali. Diciotto gli iscritti, 14 le persone che vengono seguite tra Ivrea, Torino, Valle d'Aosta. Quello dell'associazione Cura e cultura di Loranzè, come si chiama il gruppo presieduto da Giorgio Moschetti, è impegno che i volontari si assumono investendo tempo e denaro. Ma c'è un ma. Il sodalizio rischia di chiudere i battenti a causa delle risorse, sempre più scarse, derivanti da un numero di tessere annuali in calo e da alcuni problemi organizzativi che ora lo obbliga ad affittare degli spazi. I soci ordinari, cioè le persone che pagano 50 euro di quota ogni dodici mesi «sono scesi a dieci, al netto dei cinque del direttivo, e alcuni di loro sono nostri familiari», spiega Moschetti. «Così è difficile andare avanti: prima riuscivamo a chiudere con un avanzo di mille, mille e cinquecento euro, quest'anno se raggiungiamo i 300 euro è già tanto. Il punto è che all'inizio erano tanti i normodotati che aderivano per partecipare alle trasferte alla Scala, perché noi tra le attività, oltre al coro e ai laboratori creativi, abbiamo anche quelle». Da qui la decisione di sedersi davanti al computer e scrivere a tutti i soci nella speranza che si mobilitino a loro volta per trovare altri sostenitori. «Con questi numeri non riusciamo ad andare avanti – ha scritto Moschetti ai soci – nei prossimi mesi non riusciremo neppure più a sovvenzionare le spese di viaggio dei nostri amici in sofferenza che studiano con noi Monteverdi nelle prove di Dolcemente. Figuriamoci portarli alla Scala». Dunque, che fare? Iscriversi all'associazione, per esempio, magari per partecipare in prima persona alle attività oppure solo per sostenerle. Informazioni al sito www.curaecultura.com.