Calabroni, altri due casi nell'Eporediese
CARAVINO Dopo Albiano, Perosa e due casi a Ivrea (via Jervis e via Lago San Michele), la settimana si è chiusa con altri due allarmi per nidi di calabroni nell'Eporediese. Sabato scorso, 10 agosto, i volontari della squadra anti incendi boschivi di Quassolo è uscita ancora a Caravino e Strambino per quella che almeno fino a settembre sarà un'emergenza da gestire con la massima attenzione. Attenzione da parte di chi si occupa materialmente di rimuovere i nidi - operatori esperti che non a caso indossano tute protettive speciali - e attenzione da parte dei cittadini. Una segnalazione tempestiva può infatti evitare il peggio. Anche a Caravino e Strambino i nidi sono stati scoperti dagli inquilini insospettiti dall'insolito via vai di imenotteri, calabroni appunto. Primo segnale, questo, a cui conviene far caso per non commettere imprudenze. L'una e l'altra volta si è trattato di nidi in fase di costruzione dentro gli avvolgibili delle tapparelle a scomparsa, mentre i padroni di casa erano fuori per le ferie. Nemmeno questa volta nessuno è stato punto. Nessuna conseguenza, per fortuna, anche per gli inquilini che hanno chiamato i soccorsi nei giorni scorsi, trovandosi in situazioni analoghe. Nè per il notaio di Strambino che una settimana fa è stato assalito da uno sciame di ape mentre lavorava nel giardino di casa. L'uomo, 49 anni, è stato punto più volte sulla gamba sinistra. Ha rifiutato il trasporto in ospedale e, a parte il gonfiore e il dolore, si è ripreso in pochi giorni. I precedenti però impongono cautela: negli ultimi due anni il Canavese ha visto morire due persone a causa delle punture di calabroni e vespe. (si.bo.)