Planetarium, la guerra della pensilina
Dopo aver letto l'articolo sul Planetarium a firma di Lydia Massia, pubblicato in data 29.7.13, riteniamo opportuno formulare le seguenti osservazioni. Il condomino Cordera Renzo asserisce che il geom. Canaldi non è più amministratore per essere stato revocato dalla Corte d'Appello di Torino "per gravi irregolarità", ma omette di precisare due circostanze molto importanti: 1 - l'assemblea tenutasi l'8.7.2013 lo ha riconfermato amministratore con una maggiranza addirittura superiore a quella che lo aveva espresso nelle precedenti gestioni; 2 - il signor Cordera e gli altri due condomini (uno dei quali la moglie) che lo supportano, pur presenti in assemblea, non hanno proposto altri professionisti che potessero assumere la carica, evidentemente preferendo che nel Condominio imperi l'anarchia; 3 - riteniamo che la nomina del geom. Canaldi sia stata del tutto regolare in quanto il divieto di nuova nomina è stato introdotto con la nuova normativa entrata in vigore il 18.6.13 e, quindi, dopo l'avvio della procedura che ha portato alla revoca del geom. Canaldi; 4 - non avendo, a differenza di altri, certezze assolute in merito a questioni giuridiche che esulano dalle nostre conoscenze (ed è questo che, normalmente, ci si affida ai professionisti), attendiamo al riguardo quanto stabiliranno i Giudici, unici deputati ad esprimersi sul punto, ed alle loro decisioni ci adegueremo; 5 - a prescindere da ciò, comunque, essendo indiscutibile che il Condominio, quanto meno per le questioni ordinarie, non può rimanere privo di un amministratore, riteniamo (anche in questo confortati dai nostri consulenti) che il geom. Canaldi abbia pieno titolo a continuare la sua attività in regime prorogatio, così come sancito dalla Cassazione con sentenza n. 18660/2012 che così testualmente dispone: "l'istituto della prorogatio imperii, che trova fondamento nella presunzione di conformità alla volontà dei condomini e nell'interesse del condominio alla continuità dell'amministratore, è applicabile in ogni caso in cui il condominio rimanga privato dell'opera dell'amministratore, e pertanto non solo nei casi di scadenza del termine di cui all'art. 1129 C.C comma 2°, o di dimissioni, ma anche nei casi di revoca....". Al riguardo è appena il caso di sottolineare che la "conformità alla volontà dei condomini" lungi dall'essere presunta (come pur sarebbe sufficiente in base alla sentenza testè citata), è stata concretamente espressa da ben 10 condomini su quindici che rappresentano 560 millesimi di proprietà; 6 - quanto, poi, alle "gravi irregolarità" che avrebbero giustificato la revoca del geom. Canaldi, è necessario precisare (perchè la semplice enunciazione del principio porterebbe a pensare a ben diversi comportamenti) che le stesse, come si può leggere nel provvedimento della Corte d'Appello, si sarebbero concretizzate in due episodi: - l'aver il geom. Canaldi affidato in via d'urgenza l'incarico ad un artigiano (consigliatogli dal perito della assicurazione che era intervenuto per verificare il guasto) di provvedere alla riparazione dell'impianto di condizionamento del Centro Commerciale, che ne era rimasto privo in periodo estivo, versando un acconto di circa 11.000,00 euro e senza che questi abbia poi provveduto all'incombente ed anzi si è addirittura reso irreperibile; - l'avere il geom. Canaldi concesso saltuariamente in uso a terzi locali condominiali incamerando, di volta in volta, il dovuto corrispettivo regolarmente contabilizzato tra gli attivi del Condominio. Orbene, a prescindere dalla obiettiva inconsistenza di quegli episodi in funzione di un provvedimento di revoca, è dirimente il fatto che in occasione della prima assemblea tenutasi dopo l'affidamento dell'incarico in via d'urgenza, la stessa ha ratificato l'operato del geom. Canaldi così ritenendo (anzi, certificando) che lo stesso aveva operato correttamente nell'interesse del Condominio, come lo stesso Tribunale di Ivrea ha pure ritenuto. Non solo. Pur essendo il geom. Canaldi spontaneamente accollato il 50% della somma versata a quell'infedele artigiano, l'assemblea ha deliberato di sgravarlo da tale onere ripartendo tra tutti la somma versata all'artigiano. E nonostante ciò il geom. Canaldi ha confermato contabilmente quell'accollo che risulta, quindi, come un credito del Condominio. Inutile aggiungere, poi, che anche le operazioni contabili relative agli incassi dei corrispettivi per la concessione a terzi di spazi comuni sono state sottoposte all'assemblea che le ha sempre approvate così rattificando una prassi che era pacificamente in uso anche prima della nomina del geom. Canaldi, come si può verificare dal verbale dell'assemblea del 30 maggio 2006. 7 - v'è da dire, infine, del problema dell'utilizzo della pensilina che il signor Cordera, nell'articolo del 29 luglio, interessantemente minimizza ma che presenta, invece, la vera causa della guerra che ha scatenato contro il geom. Canaldi. Al riguardo, quindi, è necessario ricordare quanto segue (fermo restando che tutto quanto riferiamo è documentabile). Fin dal 1994 i vari gestori del supermercato, i cui muri sono di proprietà della Cida (di cui il Cordera è a sua volta proprietario) hanno sempre utilizzato in via esclusiva la pensilina che, pur essendo incontestatamente di proprità condominiale (quindi, anche nostra), è stata resa indisponibile agli altri mediante apposizione di due cancelli alle estremità. Da ultimo (perchè non disponiamo di precedenti contratti) la pensilina è stata addirittura inserita nella superficie che CIDA ha locato all'attuale gestore del supermercato, ovviamnete incassando proporzionalmente il canone. Tale situazione di fatto ha posto le condizioni per l'usucapione da aprte di CIDA di quella porzione condominiale, usucapione che sarebbe maturata nel corso del 2014, con conseguente perdita della stessa da parte degli altri condomini.Ciò spiega, quindi, l'acredine del signor Cordera nei confronti del geom. Canaldi che, evidentemente, viene visto come colui che gli ha fatto perdere quella succosa opportunità. Quando, poi, il signor Cordera fa riferimento alla delibera che gli aveva concesso (col suo determinate voto inficiato da evidente conflitto di interessi) l'uso gratuito della pensilina (dimenticando di precisare che anche quella delibera parlava "di uso carico e scarico" e non di uso esclusivo) ed a quella che poi l'ha revocata, si limita a dire che cio sarebbe "un altro paio di maniche" ma non dice che si è opposto accanitamente alla richiesta del Condominio di rimettere nella disponibilità di tutti quella pensilina, così confermando che non vuole mollare l'osso. In questa non proprio trasparente operazione il signor Cordera troverà sempre i sottoscritti come decisi oppositori fermamente determinati ad evitare che beni di proprietà di tutti vengano utilizzati (ed ancor meno acquisiti)a beneficio di qualcuno. Se veramente il signor Cordera ha a cuore le sorti del Planetarium che vorrebbe "rilanciare", deve mettere in conto che, abortito il tentativo di acquisire in via definitiva e gratuitamente la contestata pensilina, per l'utilizzo della stessa deve stipulare col Condominio apposito contratto e pagare un giusto corrispettivo: cosa che, a quanto pare, non è di suo gradimento dal momento che ha impugnato la delibera che gli consentirebbe di regolarizzare la sua posizione! Ove ritenga di avere necessità di chiarimenti e di supporti documentali ci consideri a sua disposizione. I Condomini (non inquilini, come dice Cordera): Alex sas di Mondino Ivana Cesano Claudio Naretto Luciana Cena Felice Rosellini Ugo Vairus Geom. Giuseppe Borin Morena Leoni Laura Graziano Oreste Perono Biacchiardi Aldo