La guardia di finanza in municipio
CASTELLAMONTE Militari della guardia di finanza in municipio, a Castellamonte, dove hanno prelevato una serie di documenti relativi alla vendita, da parte del Comune, dell'ex palestra di piazza della Repubblica. L'indagine è partita da un esposto, presentato nei mesi scorsi alla procura della Repubblica di Ivrea ed alla Corte dei Conti, dal coordinatore della locale sezione del Pd, nonché consigliere comunale di minoranza Pasquale Mazza. «Nel dossier, corredato da vari documenti – spiega Mazza –, vengono ripercorsi i vari passaggi della vendita dell'ex palestra valutata, nel 2008, ben 896mila euro, e poi venduta, alla società Canavesana Costruzioni per 591mila euro rinunciando all'iscrizione dell'ipoteca legale, a garanzia del prezzo dilazionato in due rate di 298,500 euro ciascuna». Mentre la prima rata era stata subito pagata, per recuperare la seconda, che avrebbe dovuta essere versata entro il 30 marzo del 2012 dalla nuova società La Palestra (che nel frattempo era subentrata alla Costruzioni Canavesana), il Comune si è rivolto all'avvocato Pio Coda. «È stato dato incarico al legale eporediese per il recupero del credito – ha confermato il segretario comunale, Aldo Maggio -. Sarà ora il tribunale di Ivrea, che ha riconosciuto al nostro Comune il diritto di ipoteca, a mettere in vendita lo stabile». L'ex palestra, che la precedente giunta guidata dal sindaco Eugenio Bozzello voleva trasformare in biblioteca (tanto che si erano spesi circa 300mila euro per la ristrutturazione del vecchio stabile), venne alienata l'8 luglio 2008 dalla passata giunta di centrodestra. Dopo alcune aste andate a vuoto, il 16 settembre 2010 l'edificio venne aggiudicato dalla Canavesana Costruzioni che, nel gennaio 2011, presentò un piano di recupero dello stabile che prevedeva demolizione, ricostruzione, ampliamento e cambio di destinazione d'uso, da palestra pubblica ad alloggi privati. «Nel giugno del 2012 – aggiunge Mazza - il nome della Canavesana Costruzione finì nell'inchiesta Minotauro in quanto il socio di maggioranza, Urbano Zucco venne arrestato per presunta appartenenza alla 'ndrangheta». Da allora, è stato un susseguirsi di Consigli comunali infuocati, con i rappresentanti del Pd sempre fortemente critici nei confronti dell'esecutivo Mascheroni. «Abbiamo sempre agito alla luce del sole, lo dimostrano le varie delibere assunte. Siamo assolutamente tranquilli» ribatte il vicesindaco, Giovanni Maddio, che con il primo cittadino sono stati sentiti, a Ivrea, dai militari della guardia di Finanza, ai quali hanno ribadito la regolarità dell'operazione. Dario Ruffatto ©RIPRODUZIONE RISERVATA