Appalti, sindaci divisi sulla centrale unica

AOSTA Centrale unica di committenza sì, ma con quali modalità? Il dibattito politico sull'istituzione di un ente che gestisca in maniera associata i contratti di acquisizione di lavori, servizi e forniture continua a fare discutere. Il Consiglio permanente degli enti locali (Cpel) nei giorni scorsi aveva stigmatizzato la mozione promossa dalle forze di opposizione approvata dal Consiglio regionale che impegna la giunta a sospendere l'adesione dell'ente a Inva, e a valutare attentamente quale sia l'ambito ottimale della centrale di committenza. «Il comitato esecutivo si limita ad osservare - riferisce in una nota - che ad oggi la Provincia autonoma di Trento e altre Regioni, hanno già provveduto a istituire centrali uniche di committenza su ambito regionale o provinciale. L'adesione da parte degli enti locali della Valle d'Aosta alla società Inva rappresenta un atto volontario da parte dei rispettivi Consigli comunali e Consigli dei sindaci, ed è finalizzata a usufruire dei servizi che la società può offrire in esclusiva ai propri enti soci». Parole non condivise da undici sindaci valdostani che hanno inviato una nota dove si dissociano dal Cpel: «Prendiamo le distanze da un comitato esecutivo che non è evidentemente rappresentativo delle diverse sensibilità ed il quale, tra l'altro, ha manifestato la propria opinione senza prima sentire in proposito l'assemblea». Tra i primi cittadini firmatari anche Alex Micheletto, sindaco di Hône e Giorgio Munari, sindaco di Ayas che chiedono al comitato esecutivo di riportare la questione all'attenzione dell'assemblea. «Non comprendiamo - si legge nella nota firmata anche da Micheletto e Munari - le ragioni che hanno portato il comitato a ritenere irrispettoso chiedere al Governo regionale di dare indicazioni precise agli enti locali perché possano attuare le scelte più idonee al risparmio nella pubblica amministrazione. Pur condividendo il fatto che non vi siano motivi conrari all'adesione, siamo fermamente convinti che l'autonomia in quanto espressione del millenario tessuto sociale valdostano sia un principio irrinunciabile e pertanto non accettiamo alcuna forma di incentivazione o disincentivazione nelle scelte che gli enti debbono compiere». La legge regionale in materia dell'8 aprile 2013, dà tempo fino al 31 dicembre per l'istituzione della centrale di committenza. (a.a.)