Scarmagno, lavoratori in lotta
Un nuovo autovelox in arrivo ad Ivrea. Non saranno di certo sfuggiti agli automobilisti più attenti gli operai al lavoro in questi ultimi giorni sulla statale 26 all'altezza del Terzo ponte ad Ivrea. Stavano, infatti, installando le apparecchiature per un nuovo punto di rilevazione delle infrazioni per l'eccesso di velocità. Al momento, ovviamente, l'apparecchio non è attivo e non lo sarà ancora per un pezzo. La palina con l'occhio e le serpentine a terra sono state installate ma non sono funzionanti, e a detta dell'amministrazione comunale ci vorrà ancora tempo prima che diventino operative. In ogni caso quando entreranno in funzione, promettono dal Comune, sarà data la più ampia e preventiva informazione. Il nuovo impianto si trova esattamente in corrispondenza con quello già installato, ma sul senso di marcia opposto. Vista l'efficacia dell'attività preventiva ottenuta con il primo impianto (il limite è novanta chilometri orari) sarà evidentemente sembrato logico predisporne uno anche nell'altro senso di marcia della statale 26, in questo modo non solo i veicoli in entrata in città, ma anche quelli in uscita, saranno costretti a moderare la velocità in un tratto che è stato teatro di molti incidenti gravissimi. (val.gro.) IVREA Bruciati, ma non rassegnati. Non è solo uno slogan a effetto. Dietro ci sono i volti, la sofferenza e la rabbia di trecento lavoratori. E a quattro mesi dal rogo che, il 19 marzo scorso, ha distrutto la sede di quattro aziende dell'ex comprensorio Olivetti di Scarmagno, quei lavoratori saranno questa mattina a Torino, a manifestare davanti alla sede dell'assessorato regionale al Lavoro, in via Magenta. Il tema, già sollevato più volte nelle ultime settimane dai lavoratori, è sempre lo stesso: nessuno degli impegni presi sull'onda delle emozioni dopo il rogo che ha divorato i capannoni e costretto trecento persone alla cassa integrazione è stato rispettato. E i lavoratori non chiedono altro che riavere un posto dove poter riprendere a produrre. L'impegno, di aziende e istituzioni, era stato fondamentalmente uno solo: attivarsi per fare in modo che la produzione potesse riprendere il più presto possibile. Nel bel mezzo della crisi, si è al paradosso che ci sono (ma fino a quando?) le commesse per Celltel e Wirelab, ma non gli spazi per lavorare. Bersaglio, in questo momento, la Regione: un mese e mezzo fa, l'assessore al Lavoro Claudia Porchietto aveva dichiarato che un accordo era stato trovato tra la società che gestisce l'ex comprensorio Olivetti (Prelios) e Celltel e Wirelab e che dal primo luglio le nuove aree sarebbero state a disposizione per poter produrre. Luglio è finito e non è accaduto nulla di tutto ciò. E quindi? E quindi Fim, Fiom e Uilm rilanciano: «Non possiamo accettare questo silenzio. Silenzio che rischia di lasciare trecento lavoratori senza occupazione e senza prospettive. Vogliamo essere ricevuti dall'assessore Porchietto». (ri.co.)