«Piccole aziende venite da noi»
CALUSO Un decreto del fare "in proprio" per la giunta del sindaco Marco Suriani, che ha accolto la proposta avanzata dall'assessore al territorio, Danilo Actis Caporale, finalizzata a un rilancio del tessuto produttivo del paese e a stimolare l'insediamento di nuove attività o l'adeguamento e l'ampliamento di quelle in atto. «Abbiamo accordato alla imprese – spiega Actis Caporale – che vogliono investire sul nostro territorio l'esenzione dal pagamento del contributo relativo agli oneri di urbanizzazione. In questa direzione ci ha spinti la crisi, che colpisce duramente il settore del lavoro, soprattutto il piccolo e medio artigianato, con l'intenzione di contribuire a sostenere, per quanto ci è consentito, il patrimonio produttivo esistente». Un'ottima mossa che arriva in un momento in cui il Calusiese assiste a un fase di preoccupante declino, cominciata con il trasferimento dell'ex Sferal a Leinì, cui è seguito il tramonto del polo produttivo di via Martiri, ora coinvolto in un fallimento. Così come fallito è il Piccolo principe, l'hotel a 5 stelle che doveva dar lustro alla Città del vino, che non è ancora riuscito a trovare un acquirente dopo un paio di aste giudiziarie andate deserte. Mentre è notizia di questi giorni della vendita giudiziaria del complesso misto residenziale-commerciale tra via Guala e piazza Ubertini, ricavato dalla ristrutturazione dell'ex mobilificio Barbisin. L'asta è prevista per il prossimo 13 novembre con un prezzo base di 1 milione e 680 mila euro. L'opportunità offerta dal Comune, unita alle misure contenute nel decreto del fare, che prevede incentivi per il rilancio dell'economia, come ad esempio aiuti per l'acquisto di nuovi macchinari e sgravi per chi assume giovani lavoratori, rappresenta quindi un volano nel difficile cammino della ripresa. «Il nostro territorio – aggiunge l'assessore Actis Caporale – deve ritornare ad avere la capacità attrattiva di un tempo. Come amministrazione crediamo in una possibilità di recupero dell'area di via Martiri, a cui non varieremo la destinazione produttiva, mentre la variante al piano regolatore generale prevede aree di sviluppo artigianale e del terziario avanzato lungo l'asse della circonvallazione ed in direzione di Mazzè, da dove dovrebbe partire la seconda circonvallazione collegata all'ampliamento della ss26» . Per il momento a cogliere le opportunità offerte dalla giunta sono l'azienda Mct di Vallo e il salumificio Nadia, che hanno raddoppiato la loro attività. Lydia Massia