Operatori turistici Boom di iscrizioni al primo anno
di Simona Bombonato w IVREA Si chiamano periti in turismo e, per riprendere il sito scolastico letto e riletto chissà quante volte dai ragazzi appena usciti dalle medie, «hanno competenze specifiche nel comparto delle imprese del settore turistico e competenze generali nel campo dei macrofenomeni economici nazionali e internazionali». Numeri alla mano, i periti in turismo rappresentano l'indirizzo più gettonato all'istituto di istruzione superiore Cena di via Dora Baltea, quello più recente, tra l'altro, dato che solo tra due anni usciranno i primi diplomati. Eppure, mai come quest'anno, il boom di matricole ha superato ogni previsione: 62 gli iscritti in prima, un terzo in più rispetto all'anno scorso, oltre il doppio del professionale (che è stabile a quota 24 primini), in testa e non di poco rispetto al tradizionale amministrazione-finanza-marketing (stabile a sua volta sui 50 iscritti) e anche rispetto ai geometri (46 per l'anno scolastico 2013-2014, in crescita). Dal 9 settembre, le prime in Turismo saranno due. Come l'anno scorso, con l'unica differenza che gli insegnanti si troveranno a dover gestire due maxi classi da 31 allievi. «Noi ci abbiamo provato – dice Ezio Francisco, il vicepreside –. Purtroppo per mancanza di risorse l'Ufficio scolastico regionale non ha accolto la nostra di richiesta. Chiedevamo una prima in più. Peccato, i numeri c'erano. Speravamo in tre prime da una ventina di ragazzi». L'indirizzo turistico è stato scorporato dal professionale di cui fino a qualche anno fa faceva parte. Oggi rientra nel tecnico-commerciale. Dopo i cinque anni abilita a qualsiasi percorso universitario, mentre per chi si ferma alla maturità gli sbocchi vanno dalle agenzie di viaggi ai tour operator, alberghi e strutture ricettive, aziende di trasporto di passeggeri, uffici regionali e nazionali del turismo, aziende di promozione turistica, editoria turistica, fiere, convegni, mostre culturali, insomma enti pubblici e privati. «Vediamo nei ragazzi molto interesse per il territorio – riprende Francisco –. E infatti a iscriversi da noi non sono solo i figli di gestori di agriturismi. Nel nostro caso, le attività di sensibilizzazione portate avanti dalle fondazioni della banca d'Alba e della banca del Cavanese, hanno probabilmente contribuito a creare una cultura diversa». Di base «c'è una certa propensione per le lingue e una buona dose di curiosità rispetto al nuovo in generale». Inglese e francese le lingue portate avanti per cinque anni di studio, con lo spagnolo come terza nel solo triennio. Poi ci sono materie specifiche come diritto e legislazione turistica, geografia turistica, economia aziendale. Le iscrizioni al Cena sono ancora aperte. @simobombo ©RIPRODUZIONE RISERVATA