Fiaccole per il paradiso «Christian vive con noi»
IVREA Una fiaccolata per non dimenticare Christian e per evitare che tragedie del genere si ripetano. È stata una domenica sera di silenzio e di riflessione, una fiaccolata nel ricordo di Christian Ascolese, 24 anni, ucciso da un pirata della strada ubriaco e suo coetaneo. Da piazza Maretta fino a piazza Ottinetti: sono state più di mille le fiaccole bianche e rosse partite. Poi se ne sono aggiunte altre, dai vicoli e dalle stradine limitrofe, a ingrossare l'ordinato corteo aperto dallo striscione sorretto dalla mamma Antonia e dal papà Giuseppe. Vi campeggiava la foto di Christian: sopra, la scritta "Sei un angelo", sotto "Ti vogliamo bene". Un logo, parole e immagine, riportato anche sulle magliette che gli amici indossavano. Un bene che si è percepito ovunque, nella piazza, un bene palpabile quanto il dolore che, però, ciascuno si è tenuto dentro insieme all'incredulità, alla rabbia, al senso di impotenza. Non c'è stato, infatti, spazio per le polemiche, in quel momento a lui dedicato: solo ricordi, belli, e amore allo stato puro. Su uno schermo le immagini degli attimi più felici della vita di Christian, mentre gli amplificatori hanno diffuso le sue canzoni preferite. In sovraimpressione le parole di Henry Scott Holland, scandite da applausi: "Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo". E ancora: " Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace". C'è davvero una continuità che non si spezza e che lega tutti, sulla piazza. Lo conferma la signora Antonia, al microfono, quando con voce ferma, si rivolge agli amici di Christian, ora tutti suoi amici, per ringraziarli: «Non dobbiamo piangere, perché lui non avrebbe voluto, ma ricordarlo con il sorriso sul nostro volto. Lui è qui con noi e questo e la vostra presenza sono la mia forza. In questa piazza siamo tutti mamme e papà di Christian, perché uniti tutti in un sentimento che risponde solo alle regole dell'amore e non alle gerarchie parentali». «La morte non è niente – ha aggiunto –. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora»: mentre nell'aria era ancora l'eco assordante delle parole lette nel silenzio dell'animo, sono state accese le lanterne cinesi. La prima, rossa, a forma di cuore è salita al cielo mentre la mamma tendeva la mano al volto di Christian, sullo schermo, per indicargli «è per te». Di seguito, altre lanterne, bianche, e, ancora, cuori rossi, ad indicare che un pezzetto del cuore di ognuno è salito per sempre in alto, con lui. Che continuerà a vivere nel ricordo della famiglia, della fidanzata Donatella e di quanti lo hanno amato. Nessuno, per una sera, si è chiesto "perché?", ma la domanda era nell'aria e oggi, tutti, attendono una risposta. Doverosa. La famiglia e gli amici aspettano giustizia. Proseguono intanto le indagini sulla posizione di Alexandro Ogton. Franco Farnè ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO www.lasentinella.it