Condannata ad otto mesi la giovane No Tav

OGLIANICO Un'altra condanna a otto mesi per resistenza a pubblico ufficiale è stata inflitta venerdì a Marianna Valenti, 22enne di Oglianico, militante No Tav, vicina agli anarchici, che lo scorso 11 marzo ha partecipato a un blitz contro gli sfratti alle carceri Nuove di Torino. La giovane attualmente è agli arresti domiciliari nella casa di famiglia, nel Canavese e ha il divieto di comunicare con l'esterno, motivo per cui da una settimana sta portando avanti uno sciopero della fame. Oggi, i magistrati prenderanno una nuova decisione sulla custodia cautelare. I fatti contestati dal sostituto procuratore Antonio Rinaudo risalgono al lunedì 11 marzo quando un gruppo di anarchici aveva fatto irruzione nella sede dell' Ufficio notificazioni esecuzioni e protesti delle Nuove, dove lavorano gli ufficiali giudiziari che notificano gli sfratti. I militanti avevano messo a soqquadro i locali e poi occupato una parte dell'edificio alla ricerca del direttore, obiettivo delle loro proteste. La polizia è intervenuta e ne ha fermati una decina, portati poi in questura. Qui, tre donne hanno resistito agli agenti e sono state arrestate. Si trattava della Valenti e delle altre due imputate Claudia Muniz, 42 anni, e Simona D'Andrea, 20 anni, condannate pure loro dal giudice Cristina Domaneschi a otto mesi senza la condizionale. Da ormai una settimana le due giovani fanno lo sciopero della fame per protestare contro le misure restrittive nei loro confronti e contro i giudici che hanno respinto le istanze degli avvocati. Le loro condizioni di salute sono controllate dai medici. A inizio maggio il giudice Domaneschi ha respinto la richiesta fatta dall'avvocato Claudio Novaro di porre la 22enne oglianicese agli arresti domiciliari da un amico. Alla fine del mese la Valenti ha ottenuto i domiciliari nella casa dei genitori a Oglianico, ma le è stata negata la possibilità di lavorare in una cooperativa agricola perché il gestore avrebbe partecipato a un meeting anarchico e nella cooperativa si sarebbero tenute iniziative legate al mondo dell'antagonismo. Inoltre, le è vietato comunicare con altre persone, ad eccezione dei genitori e degli avvocati. «Tutte queste misure sono per una giovane ancora incensurata« affermano i legali sottolineando che non è ancora definitiva la condanna ottenuta l'11 luglio 2012 per resistenza a pubblico ufficiale in merito alla sua partecipazione a una manifestazione No Tav nel settembre 2011. Andrea Giambartolomei