Suicida per un debito: due arresti

ROMA Prima di uccidersi ha incastrato con un biglietto i cravattari, così un anno e 3 mesi dopo il suicidio, Pasqualino Cataldo, artigiano oppresso dai debiti a Centocelle, periferia est di Roma, la polizia ha arrestato i due usurai. Il nome di uno di loro era stato indicato dalla vittima in una lettera scritta prima di impiccarsi: per 10mila euro, questo il debito con gli strozzini, aumentato poi a dismisura con tassi d'interesse tra il 10 e il 20%. La squadra mobile dopo lunghe indagini ha arrestato con l'accusa di usura Franco Capasso e Giuseppe Maglione, 52 e 45 anni rispettivamente, incensurati, attivi soprattutto a Centocelle. Un prestito di poche migliaia di euro per far fronte alla crisi economica che cresce fino a portarlo alla disperazione. La figlia e la moglie di Clotilde hanno visto per anni Capasso e Maglione al negozio dell'artigiano a ritirare somme di denaro. Ultimamente doveva versare agli strozzini almeno 700 euro al mese. Ed era stato costretto ad aprire un conto a suo nome sul quale in realtà erano gli usurai a movimentare grosse cifre.