Speronò con il trattore madre e figlio: a processo
ROMANO Aveva sorpreso una madre con il suo bambino raccogliere la colza nel campo, ed aveva speronato l'auto con a bordo i due utilizzando il proprio trattore. Per questo Giuseppe Vaio, 53 anni di Romano Canavese, è comparso davanti al giudice del tribunale di Ivrea, Mariaclaudia Colangelo, per rispondere dei reati di danneggiamento e lesioni. I fatti risalgono all'aprile dello scorso anno quando l'imputato avrebbe tentato di speronare con il proprio trattore l'auto a bordo della quale si trovavano una donna di 36 anni e il figlioletto di otto, la cui unica colpa era stata quella di aver colto in un campo alle porte di Romano Canavese alcune piante di colza. Secondo la dinamica dei fatti presentati dalla Procura eporediese, la mamma non aveva riportato, fortunatamente, ferite, mentre il bimbo era stato curato all'ospedale di Ivrea, con una prognosi finale di sette giorni di guarigione. Secondo l'accusa, madre e figlio erano appena risaliti sull'auto, quando Vaio è arrivato all'improvviso con il suo trattore Class. A bordo del mezzo agricolo, l'uomo li avrebbe deliberatamente urtati, centrando violentemente la parte posteriore della loro auto, nel tentativo di speronarli. Nonostante i danni riportati dalla carrozzeria la donna era comunque riuscita ad allontanarsi. Tanta era stata, però, la paura che non appena si era ripresa dallo shock, la madre aveva chiamato i carabinieri della stazione di Strambino. Negli stessi istanti i sanitari del 118 provvedevano al trasporto del bimbo, per cautela, all'ospedale di Ivrea. L'agricoltore si sarebbe, all'epoca, giustificato con i carabinieri spiegando che voleva solo impedire che qualcuno gli rubasse le preziose piante, che per molti proprietari della zona rappresentano una delle poche colture dalla quale si ricavano ancora dei guadagni. La colza è una pianta dall'intenso colore giallo utilizzata principalmente nell'industria alimentare per produrre olio, ma anche per la produzione di biocombustibili e diesel vegetale per i veicoli. Ciononostante era stato arrestato e per un certo periodo era rimasto ai domiciliari. Il processo nei suoi confronti si è aperto, ma è stato subito rinviato per sentire i primi testimoni dell'accusa alla data del 24 gennaio 2014. Valerio Grosso