Giorni di ferie, querelle tra vigili e Comune
AGLIÈ Finisce con un pareggio, al momento, la querelle tra l'amministrazione comunale alladiese, guidata dal sindaco Edi Gianotti, ed alcuni dipendenti comunali appartenenti al servizio amministrativo contabile ed alla Polizia municipale della cittadina ducale. Due gli argomenti della "disputa". Il primo riguardante il numero dei giorni di ferie spettanti sia ai dipendenti che ai civich, 35 giorni finora secondo l'amministrazione comunale, uno in più invece per i dipendenti. Il secondo, invece, riferibile alla ristrutturazione della futura sede della Polizia municipale che verrà ricavata nei locali distanti poche decine di metri dall'attuale. «Il diritto di tutti i dipendenti che svolgono il loro orario settimanale individuale distribuiti nei sei giorni – scrivono, nella lettera inviata all'amministrazione comunale alladiese, dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Massimo Esposto, Paolo Osella e Luca Cortese - è quello di maturare, e pertanto di godere, di 32 giorni di ferie nell'anno solare a cui vanno aggiunte le quattro festività soppresse. Si tratta di un beneficio ineluttabile per tutti i lavoratori cui viene applicato il contratto delle autonomie locali». Il segretario comunale Giampiero Zanolo, dopo gli approfondimenti del caso, ha preso atto delle rimostranze delle organizzazioni sindacali accogliendone la tesi. In una lettera trasmessa a tutti i dipendenti comunali, Zanolo ha specificato i giorni di ferie riservati ai dipendenti che lavorano solo cinque giorni la settimana, nel periodo di maternità e quelli spettanti ai neo assunti. Se non sorgeranno altri intoppi, ai dipendenti del Comune di Agliè verrà versato, dunque, il corrispettivo di una giornata lavorativa per ogni anno non pagato nell'ultimo decennio. Il Consiglio comunale alladiese ha invece bocciato la richiesta avanzata, nei giorni scorsi, dagli agenti dalla Polizia comunale, di poter usufruire nella ristrutturazione della nuova sede, anche del corridoio tra la piazzetta del Comune e via Roma, che permetterebbe loro di avere maggiore spazio nei nuovi locali che, fra pochi mesi, ospiteranno proprio gli uffici dei civich. «Si tratta di una passaggio di uso pubblico e, l'eventuale intervento, potrebbe ledere dei diritti acquisiti in caso di ricorsi da parte di qualche abitante della zona – ha risposto il primo cittadino che ha portato la richiesta degli agenti della Polizia municipale all'esame dell'assemblea -. Inoltre, il corridoio rappresenta una via di fuga dalla piazzetta in caso di incendi o calamità. Pertanto. il passaggio costituisce un transito quasi indispensabile». (d.r.)