Tragico schianto, muore cuoco 26enne
PONT Sono state fissati per lunedì 15 luglio, alle 16, nella chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, a Cuorgnè, i funerali di Michele Paterino, 26 anni, morto mercoledì pomeriggio in un incidente stradale avvenuto, poco dopo le 14, in località Lantigliera, lungo l'ex statale 460, a metà strada tra Pont e Sparone. All'emozione per una tragedia che ha colpito l'intero territorio altocanavesano, ora si aggiungono anche le polemiche, furiose. «Una tragedia annunciata – rimarcano, polemicamente, alcuni abitanti della frazione pontese, già testimoni, in passato, di analoghi incidenti avvenuti a pochi passi dalle loro case -. Sono anni che chiediamo che in questo tratto di strada, ad alto tasso di pericolosità, s'intervenga. Sono indispensabili dissuasori di velocità, intanto, perchè ci sono mezzi che sfrecciano oltre i cento all'ora, ma servono anche maggiori controlli». La vittima dell'ennesimo incidente sull'ex 460 abitava a Cuorgnè, in via Torino 6. Da lì era partito mercoledì per dirigersi a Ceresole dove aveva trovato lavoro come cuoco, al ristorante La Baita, gestito da una famiglia anch'essa di Cuorgnè. Il giovane, in mattinata, era andato in città per andare a trovare i genitori Mimmo e Sara e la fidanzata Giada, con la quale aveva progettato, a breve, una convivenza. Per spostarsi, Michele aveva chiesto al proprietario del ristorante di poter utilizzare la macchina, una Grande Punto grigia. Ed è proprio alla guida di quell'auto che Michele è andato a schiantarsi contro la parete rocciosa presente in un piccolo slargo di Lantigliera. Incerta, e al vaglio dei carabinieri delle stazioni di Pont e Locana, la dinamica dell'incidente. L'auto, forse, a causa di un malore del conducente (partito poco prima da Cuorgnè dopo aver pranzato), oppure per l'alta velocità, ha dapprima invaso la corsia opposta, poi si è messa di traverso derapando per una trentina di metri, per poi finire la sua corsa contro i massi della montagna. Un impatto tremendo e fatale per il giovane cuoco. Inutili i soccorsi subito prestati dai volontari della Croce Rossa di di Pont e dall'equipe medica del 118 giunta sul posto a bordo dell'elisoccorso. Il corpo di Michele Paterino è stato trasferito all'obitorio dell'ospedale di Cuorgnè davanti al quale, poco dopo l'arrivo del furgone, si è creato un campanello di amici e conoscenti che hanno condiviso il dolore straziato dei genitori, Mimmo e Sara, e dei famigliari più stretti. La mamma, stravolta, ha avuto un malore, tanto che hanno dovuto occuparsene gli infermiere del pronto soccorso. La salma del giovane è stata messa a disposizione del procuratore della Repubblica di Ivrea per l'autopsia. Dario Ruffatto ©RIPRODUZIONE RISERVATA