Il nuovo procuratore: «Subito altri pm»
di Vincenzo Iorio wIVREA La notizia che mercoledì il Consiglio superiore della magistratura lo ha eletto procuratore della Repubblica di Ivrea, lo ha raggiunto durante una breve vacanza al mare. Giuseppe Ferrando, 57 anni, magistrato di lungo corso, ha ottenuto 15 voti a suo favore dal plenum del Csm. Sette quelli andati al sostituto Gabriella Viglione che nell'ultimo anno ha retto la procura eporediese; quattro gli astenuti. Ufficialmente Ferrando prenderà possesso del suo nuovo ufficio tra settembre e ottobre. Ma già lunedì mattina si recherà dal procuratore generale Marcello Maddalena che, con ogni probabilità, lo nominerà applicato al posto di Viglione. «Inizialmente verrò ad Ivrea 2-3 giorni alla settimana - spiega al telefono il neo procuratore -. Devo concludere i processi No Tav e attendere la nomina ufficiale». Ferrando è ben consapevole dei problemi che sin da subito dovrà affrontare nel suo nuovo incarico. Primo tra tutti quello dell'organico e il trasferimento, previsto per la fine dell'anno, degli uffici della Procura nel quartiere Dora Baltea. Sulla carta il ministero della Giustizia ha assegnato alla nuova Procura di Ivrea 5 magistrati più il procuratore. «Senza ombra di dubbi stiamo parlando di numeri inadeguati - spiega Ferrando -. Il tribunale di Ivrea, allargato al chivassese e al ciriacese, servirà 517.000 cittadini. So che potrebbero esserci stato un errore di calcolo, ma se così non fosse bisognerà tutti insieme rimboccarsi le maniche e darsi da fare per ottenere qualche pubblico ministero in più». «Giusto per fare un esempio - prosegue Ferrando - la Procura di Asti, che ha inglobato quella di Alba, per un totale di 400mila cittadini, potrà contare su 12 magistrati. Insomma c'è qualcosa che non va, soprattutto se si tiene in considerazione quanto emerso dall'inchiesta Minotauro sulle infiltrazione della 'ndrangheta in Canavese». Come dire che la scusa di una bassa densità criminale qui in Canavese non vale. Giuseppe Ferrando è entrato il magistratura nel marzo del 1983. È sempre stato a Torino, muovendo i suoi primi passi come uditore del magistrato Vittorio Corsi. Appartiene al pool dei pm che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione. Tra le inchieste più importanti che ha condotto, c'è quella che portò, alla fine degli anni '90, all'individuazione della banda che lanciava sassi dal cavalcavia lungo l'autostrada Torino-Piacenza. Fu lui ad occuparsi delle tangenti di Grugliasco per la realizzazione del centro commerciale Le Gru. Nel suo passato di pm spiccano anche le inchieste sulle mazzette alla camera mortuaria dell'ospedale Molinette, quella sull'incendio del Duomo e quella denominata Cogne bis, su Anna Maria Franzoni. Giuseppe Ferrando è del comitato direttivo centrale dell'Anm (Associazione nazionale magistrati) ed è un esponente di spicco di Magistratura Indipendente (la corrente moderata). Nell'aprile scorso la sua candidatura a procuratore di Ivrea era stata avanzata con cinque voti su sei dalla quinta commissione del Csm. @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA