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di Vincenzo Iorio wIVREA Batte ancora forte il cuore di Ivrea. In tanti, nei giorni scorsi, si sono fatti avanti per aiutare Paolo (il nome è di fantasia), il quattordicenne trapiantato di rene che non ha la possibilità di recarsi a Torino per le viste settimanali di controllo perché la mamma e la nonna non possono permettersi un'auto. Associazioni di volontariato e semplici cittadini si sono messi in contatto con la famiglia e con l'Auser, la prima associazione che ha prestato aiuto a Paolo, offrendo la loro disponibilità a portare, gratuitamente, il ragazzo all'ospedale Regina Margherita. Oggi (mercoledì), ad accompagnare il ragazzo in ambulanza saranno i volontari della Croce rossa. Il consorzio canavesano della Cri (nove comitati locali) si sta organizzando per garantire a Paolo la possibilità di recarsi a tutte le viste e ai controlli post-operatori senza dover sborsare un euro e con le migliori condizioni di sicurezza che il suo caso necessita. «Abbiamo deciso di aiutare questa famiglia - spiega Paolo Bretti, coordinatore tecnico dei comitati canavesani della Cri -. I volontari sono ben contenti di farsi carico di questo trasporto in una situazione critica come questa. Ognuno dei nove comitati farà la sua parte». A sollevare il caso è stata la nonna del ragazzo. «Mio nipote ha subito due trapianti di rene e ha passato gran parte dell'infanzia negli ospedali di mezza Italia - ha confidato la nonna alla Sentinella -. Ora, a poco più di un mese dal secondo trapianto, non sappiamo come andare a Torino per le visite settimanali di controllo. Non possiamo permetterci un'automobile, ma non per questo mio nipote non ha diritto alle cure mediche». L'assistenza sanitaria nazionale, però, non prevede forme di accompagnamento e il primario di nefrologia dell'ospedale di Ivrea ha sconsigliato, in maniera categorica nel certificato medico, l'utilizzo di mezzi pubblici per scongiurare il pericolo di infezioni e malattie. Dall'ospedale, dove Paolo ha effettuato la prima visita di controllo due settimane fa, ha suggerito alla nonna di rivolgersi alle associazioni di volontariato. I primi a farsi avanti sono stati i volontari dell'Auser che la scorsa settimana hanno portato Paolo, non senza qualche problema, al Regina Margherita. Ma le condizioni non erano ottimali, considerando che nell'unica auto in possesso dell'Auser, viaggiano, oltre all'autista, anche altri anziani che devono recarsi a Torino per sottoporsi ad esami e visite. Dopo l'articolo pubblicato sul giornale, in tanti hanno chiamato alla redazione della Sentinella. «Sono un imprenditrice e voglio dare una mano a questa famiglia - dice una donna che vuole restare nell'anonimato -. Mettetemi in contatto con la famiglia di Paolo. Sono disposta a pagare di tasca mia tutte le spese che servono per il trasporto da oggi fino a quando il ragazzo non starà bene». Anche i volontari del pronto soccorso di Ivrea hanno dato la loro disponibilità ad aiutare la famiglia di Paolo. Altri si sono messi in contatto direttamente con l'Auser. «La reazione del territorio è stata fantastica - spiega Bruno Zanotti, presidente dell'Auser -. Fa piacere sapere che Ivrea è ancora generosa verso chi è in difficoltà. Tanti volontari, delle molte associazioni sparse sul territorio, si sono fatti avanti offrendo il loro contributo. Singoli cittadini si sono detti disponibili a mettere mano al portafogli per contribuire alle spese di trasporto. Noi dell'Auser abbiamo sempre aiutato tutti coloro che avevano bisogno e così abbiamo fatto anche in questo caso, anche se le condizioni non erano le migliori. Detto questo, voglio ribadire un concetto: il volontariato non è sostitutivo del servizio pubblico, ma semmai è complementare. L'Asl non può scaricare sui volontari un caso del genere come ha fatto in questa occasione». @viniorio ©RIPRODUZIONE RISERVATA