Balmetti, patrimonio targato Unesco

BORGOFRANCO I Balmetti, fiore all'occhiello della tradizione e della cultura borgofranchesi, potrebbero candidarsi per ottenere il riconoscimento dell'Unesco come patrimonio dell'umanità. L'idea, ancora allo stato embrionale, è stata lanciata dalle istituzioni della Valchiavenna, dove esiste la maggior concentrazione di queste particolarissime cantine, che si contraddistinguono per la presenza costante di un soffio di aria fresca che fuoriesce da spiragli naturali della roccia. «L'iniziativa – spiega l'assessore al turismo di Borgofranco Alex Tua – intende coinvolgere tutte le realtà territoriali caratterizzate da queste tipiche costruzioni, presenti anche nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, che hanno una notevole importanza culturale, ma anche economica e turistica. In Valchiavenna quest'ultimo aspetto è maggiormente sfruttato, in quanto alcuni ‘crotti' sono stati trasformati in ristoranti e locali tipici». Il primo passo del percorso sinergico intrapreso dai soggetti interessati è stato il convegno, recentemente organizzato dal Comune di Borgofranco, durante il quale è stato presentato il libro sui crotti della Valchiavenna, pubblicazione curata da Guido Scaramellini e arricchita dalle immagini del fotografo Livio Piatta, che ha immortalato anche i Balmetti di Borgofranco. Nei prossimi mesi si valuterà la fattibilità dell'ambizioso progetto. Per poter figurare nella lista del patrimonio mondiale i siti devono essere caratterizzati da un valore universale eccezionale e rispondere ad almeno uno dei dieci criteri di selezione, tra i quali figura la presenza di fenomeni naturali superlativi, che si spera possa annoverare anche il fresco soffio delle montagne di Borgofranco. Un accreditamento, insomma, che potrebbe definitivamente annoverare anche i Balmetti locali tra le meraviglie del mondo che vale la pena prima o poi visitare. Paola Principe