Un amico che aiuta a guarire
Saranno i nuovi Priori, Adriano Fornero, Cristina Tirassa, Adriana Furno Nicolotti, Alberto Alma, Maria Teresa Garda e Fabrizio Dulla a rappresentare i quartieri della Città (rispettivamente Centro Storico, San Grato, Bellavista, San Lorenzo, San Bernardo e Torre Balfredo) durante la processione e la celebrazione eucaristica nella cattedrale di Santa Maria Assunta. Ognuno di loro reggerà il cero adorno del nastro nei colori cittadini, e muoverà a lato dell'urna con le reliquie del Santo, durante la solenne processione di sabato 6. A reclutarli e ragguagliarli sul cerimoniale è stata come sempre Elisabetta De Masi, quest'anno coadiuvata da Aldo Bessero. Sempre disponibile, a San Savino come a Carnevale (sua, da tempo immemorabile, la regia del ricevimento del Vescovo in onore degli Abbà), è lei che, ad ogni edizione della patronale , riesce a individuare gli interpreti più adatti a tale ruolo. IVREA È dedicata alla riabilitazione equestre la conferenza della professoressa Francesca Bisacco , che si terrà oggi, mercoledì 3, alle 17, nella sala Santa Marta: «La riabilitazione equestre – spiega – è un complesso di tecniche rieducative miranti a ottenere il superamento di un danno sensoriale, motorio, cognitivo e comportamentale attraverso l'uso del cavallo come strumento terapeutico, per migliorare la vita del paziente e la sua integrazione nella collettività. È una co-terapia di sostegno, che utilizza il cavallo come strumento terapeutico e si rivolge a diverse fasce di utenza con tipologia di disagio differenziato. Il cavallo assume dunque il ruolo fondamentale di mediatore relazionale con valore terapeutico sul piano motorio e su quello psicologico, coinvolgendo l'individuo in tutti i suoi aspetti psichici, fisici, comportamentali, affettivi e socio-relazionali». Biologa, ricercatrice ed esperta di ippoterapia, Francesca Bisacco è, tra l'altro- fondatrice e presidente dell'associazione "Rubens-la relazione che cura" che svolge programmi riabilitativi integrati e individualizzati utilizzando il cavallo come mediatore relazionale: «Le esperienze positive, ma soprattutto le ricerche scientifiche effettuate dall' equipe dell'associazione con individui affetti da autismo, sotto la supervisione dell'Istituto superiore di Sanità, hanno dimostrato l'utilità del cavallo nel processo di avvicinamento, di cura e di sviluppo delle capacità comunicative con pazienti autistici». «Se usata a scopo terapeutico –sottolinea Bisacco- l'attività equestre richiede l'intervento di un'equipe multidisciplinare capace di impostare un piano di intervento specifico e adeguato nel metodo e nei tempi. Si può utilizzare in tre differenti attività: ludico-ricreativa, educativa e terapeutica. Quest'ultima si applica a vari gradi a casi di disabilità, fisica, mentale o intellettiva, in ciascuno dei quali è possibile usare il cavallo e sfruttare anche il vantaggio di inserire il paziente in un ambiente non ospedalizzato». Ecco allora il cavallo tornare protagonista per la salute della persona nelle diverse forme dell'assistenza, della riabilitazione e della cura dell'uomo più fragile, per bambini e adolescenti con difficoltà somatiche, motorie e disturbi psichici, e per giovani ed adulti coinvolti da problematiche invalidanti o affetti da patologie fisiche e mentali.