Santa Marta, sotto il controsoffitto spuntano gli affreschi

di Simona Bombonato w CHIAVERANO Rimossa la parete di cartongesso che serviva a ottimizzare il suono, i tecnici hanno portato alla luce una sequenza inaspettata di affreschi alle pareti e sul soffitto. E sotto il palco usato dalla banda un coro ligneo, lo stesso che voci di paese localizzavano effettivamente nella chiesetta di San Marta senza però precisarne l'ubicazione e alimentando così la convinzione che si trattasse solo di una leggenda di paese priva di fondamento. E invece la chiesa di Santa Marta, piccolo edificio di culto datato 1500-1600 che si trova di fronte alla chiesa parrocchiale arroccato ai piedi della montagna, ha riconsegnato agli occhi dei visitatori le tracce della sua storia recente. Gli affreschi e il coro ligneo, a un primo esame degli uomini inviati dalla Curia di Ivrea, dovrebbero risalire al 1700-1800. «L'epoca dovrebbe essere quella – spiega Alessandro Gastaldo Brac, architetto incaricato dalla Curia di dirigere il consolidamento strutturale di Santa Marta – La scoperta è avvenuta poche settimane fa, quando eravamo nella fase delle pulizie e prima ancora della rimozione delle aggiunte». Santa Marta è stata oggetto di un progetto di messa in sicurezza che ha avuto l'autorizzazione della Soprintendenza a fine anni Novanta. Un investimento di 100mila euro di cui si è fatta carico la Curia (di questi, 10mila sono stati stanziati dal Comune) che è entrato nella fase esecutiva solo cinque, sei anni fa per concludersi nella tarda primavera di quest'anno. L'edificio è stato usato per anni dall'associazione Filarmonica di Chiaverano durante le prove, finchè la comparsa di alcune crepe non ha reso necessario un recupero finalizzato al consolidamento. «Gli affreschi sulle pareti erano dietro il controsoffitto che separava la volta – precisa l'architetto –, il coro invece era nascosto dalla pedana per i musicisti». La chiesa è agibile, ma per il momento inutilizzata. La prima apertura in assoluto c'è stata in occasione del Wild art festival di fine maggio, circostanza - quella del festival internazionale di fotografia – che l'ha vista tra i siti del paese meritevoli di visita. Il sindaco Maurizio Fiorentini: «A rivederla adesso sembra di essere tornati indietro di decenni, bella sorpresa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY SUL NOSTRO SITO www.lasentinella.it