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IVREA Nell'anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi la rassegna Palcoscenico sotto le stelle, organizzata dall'associazione Musica Teatro Piemonte, non poteva mancare un omaggio al Cigno di Busseto. Lo fa con un originale spettacolo di balletto dal titolo "W Verdi", domani, giovedì, alle 21,30, in piazza Ottinetti, con l'intervento del Balletto di Milano, compagnia nata nel 1982 e ritenuta una delle migliori in tutta Italia. Il progetto è curato da Carlo Pesta e le coreografie sono di Agnese Omodei Salè, nota coreografa di notevole esperienza. L'ingresso al balletto, ultimo spettacolo della rassegna, costa 20 euro (più prevendita), prezzo speciale per ragazzi fino ai 14 anni, 15 euro (più prevendita). Informazioni: Il Contato del Canavese (0125641161 - www.ilcontato.it), La Galleria del libro (0125641212 e www.lagalleriadellibro.it); vendite online www.ilcontato.it. Pur non avendo mai scritto un balletto completo, Giuseppe Verdi nell'intera sua opera per il teatro, strumentale, e varia diede un contributo notevolissimo al ballo e ai ballabili. La scelta delle musiche per questo balletto inizia con l'Aida, una delle più note ed amate dal pubblico, le cui danze raggiungono l'apice nel famoso Trionfo. Segue la celebre Danza delle streghe dal Macbeth, evocazione di Ecate, divinità degli inferi, degli spettri e di ogni magia, ballabile forse fra i più belli mai scritti da Verdi. Non manca inoltre una bella selezione di musiche tratte da La traviata che pur non contenendo pagine espressamente dedicate al balletto ha diversi brani come Libiamo, i cori di Zingarelle ed altre pagine che si prestano alla coreografia, compresi i preludi dell'opera stessa. Nella seconda parte Le quattro stagioni, splendido ballabile dei Vespri Siciliani: trenta minuti dedicati al balletto, un piccolo capolavoro per la danza in un incalzante susseguirsi di emozioni. Chiude la serata Va, pensiero il coro degli ebrei ridotti schiavi da Nabucodonosor, che rimpiangono la patria lontana. La scelta delle pagine verdiane è spiegata dal maestro Carlo Pesta: «Le composizioni ballabili di Verdi sono moltissime, presenti in ogni suo lavoro. Quindi c'è stato soltanto l'imbarazzo della scelta. In realtà avremmo potuto fare altri 5 o 6 balletti con musiche diverse e altrettanto belle» Sergio Giolito