La Mandria in stato di abbandono, inserita tra i beni vendibili

CHIVASSO Valorizzare la tenuta della Mandria, complesso di origine sabauda che costituisce il cuore di una delle frazioni più piccole di Chivasso: è quanto vorrebbe fare l'amministrazione comunale che in occasione dell'ultima seduta consiliare ha inserito il bene tra agli immobili che possono essere alienati dal Comune. Il complesso dei Savoia è solo in parte di proprietà pubblica e su di esso negli anni passati le amministrazioni comunali hanno spesso sognato progetti di rilancio, ma il degrado che contraddistingue proprio le parti non private comporterebbe una spesa notevole, molto difficile da affrontare in un periodo di ristrettezze economiche come questo in cui si fatica a trovare i soldi per la gestione dell'ordinario. «Alla Mandria si deve dare una collocazione che il Comune non riesce a dare direttamente», sostiene il capogruppo del Pd Gianni Pipino e da destra a sinistra tutti sono convinti che una soluzione debba essere trovata. «Fa male vedere la Mandria in questo stato – commenta il sindaco Libero Ciuffreda -. Abbiamo inserito la tenuta tra i beni che possono essere alienati. Non escludiamo però che si possano trovare finanziamenti per la Mandria, ma si dovrebbe cercare di mettere mano anche all'ex-scuola e alla casa confiscata. L'impatto economico dei lavori necessari è veramente notevole e più il tempo passa e peggio è, perché il degrado aumenta e aspettare che il Comune abbia i soldi necessari per intervenire non è la soluzione». Per Marco Marocco, consigliere del Movimento 5 Stelle si potrebbe cercare di trovare finanziamenti tramite lo sportello Europa, di cui il Comune si è da poco dotato. «I finanziamenti europei- spiega però il sindaco - non sono solo legati alla struttura, ma devono esserci progetti rivolti ai cittadini e alle innovazioni tecnologiche. Non è semplice». Rimane il fatto che da parte di tutti c'è la richiesta di fare qualcosa di concreto anche per quello che riguarda la sicurezza. Un'idea potrebbe essere quello di cedere la proprietà a uno o più privati mettendo come clausola che una parte del complesso rimanga pubblico e che possa essere utilizzato dalla cittadinanza. Negli anni si è parlato di un museo dell'agricoltura, così come di ospitare laboratori legati alla facoltà universitaria di agraria, o ancora di inserire la frazione nel circuito delle Residenze Sabaude. Il complesso costruito nel 1766 su volontà di Re Carlo Emanuele III, fu destinato dapprima all'agricoltura, in seguito fu affittato da esperti agricoltori che si riunirono sotto il nome di "Società pastorale" (ne è ricordo la scritta sul campanile) per stabilirvi un gregge di animali da lana pregiata e per migliorare la coltivazione di questo grande possedimento che nel frattempo era rimasto quasi abbandonato. Nel dicembre 1919 la tenuta della Mandria fu lottizzata e acquistata soprattutto da agricoltori. La maggioranza dei proprietari odierni è erede degli acquirenti del 1919 e ha restaurato la propria porzione di stabile. Silvia Alberto