Avis, gli aranceri diventano protagonisti
IVREA «Le arance le tiriamo. Il sangue lo doniamo». È lo slogan della nuova campagna di sensibilizzazione dell'Avis di Ivrea, che ha scelto come testimonial gli aranceri del carnevale, per suggellare lo storico legame con la città e il territorio. Le prime notizie documentate sull'attività dei volontari risalgono al 1948, quando furono registrate 37 donazioni. Nel 1952 il gruppo di Ivrea, che oggi conta tremila soci, aderisce all'Avis: «I donatori effettivi – spiega il 54enne vicepresidente della sezione eporediese, Augusto Conedera, da 35 anni donatore – sono duemila, in prevalenza uomini. Ogni estate, periodo in cui c'è maggiore necessità di sangue, lanciamo una campagna per sensibilizzare i giovani. Il nostro amministratore Ezio Carazzato, che si occupa della scelta dei testimonial, predilige personaggi sportivi. Ma quest'anno ha deciso di cambiare e puntare su un'iniziativa dal forte carattere locale». Dal 2004 l'Avis ha infatti potuto contare sulla collaborazione di grandi atleti, dalla pallavolista eporedise Paola Paggi alla concittadina canoista Cristina Giai Pron, alla valchiusellese Simone Malusà, che vanta due titoli nazionali di snowboard. In seguito è stata la volta di due giocatori di serie A, Gianluca Comotto e Giorgio Chiellini. Dal 2010 testimonial non è più un singolo campione sportivo ma un'intera squadra: il Canavese Volley, la Gsro-Brb Ivrea, campione d'Italia e d'Europa, e lo scorso anno l'Ivrea Rugby Club: «Per la campagna 2013 – spiega Conedera – Ezio Carazzato, che in passato è stato arancere dell'Asso di picche, ha contattato l'associazione delle squadre degli aranceri a piedi dello storico carnevale di Ivrea, che ha accolto con entusiasmo l'idea. Da qui è nato il coloratissimo manifesto, con i volti di un rappresentante per ciascuna delle nove squadre, che da qualche settimana campeggia sui muri e gli autobus cittadini. Finora, su 64 nuove adesioni, 47 ragazzi sono già stati tesserati. Di questi 30 sono femmine e 17 maschi. Le ragazze si dimostrano più sensibili e anche più coraggiose. Sarebbe molto importante riuscire a coinvolgere un maggior numero di ragazzi perché le donne, fino ai 50 anni, possono donare il sangue un massimo di due volte l'anno mentre per gli uomini è possibile farlo quattro volte. Da anni – conclude Conedera – stiamo facendo una campagna capillare nelle scuole e per incoraggiare i ragazzi, se lo desiderano, siamo disponibili ad accompagnarli alla loro prima donazione». Paola Principe