Effetto Fed, le Borse vanno giù
di Andrea Di Stefano wMILANO Duro colpo della Fed, la banca centrale statunitense, ai mercati borsistici di tutto il mondo. L'annuncio di Ben Bernanke di una possibile interruzione del programma di acquisto di obbligazioni e mutui ha messo ko le Borse che da almeno un anno e mezzo stanno sfruttando l'immissione di enormi masse di liquidità da parte delle banche centrali di Usa, Giappone e Uk. All'effetto Fed si sono aggiunte le indicazioni negative arrivate dalla Cina, paese che rappresenta un importante sbocco per le esportazioni della Germania. L'indice Pmi manifatturiero della Repubblica popolare è sceso infatti ai minimi da 9 mesi a giugno mentre l'indice delle piccole e medie imprese è arretrato a 48,3 punti dai 49,2 punti di maggio, assestandosi ben al di sotto dei 50 punti che separano le fasi di espansione da quelle di contrazione dell'economia. Indicazioni che confermano il rallentamento dell'economia cinese. Contro la decisione della Fed di invertire le politiche espansive è intervenuto il Nobel per l'Economia Finn E. Kydland: «Ho sempre temuto per le decisioni che la Fed stava prendendo con le varie manovre di intervento sui mercati - ha dichiarato - non ho mai creduto che queste potessero essere strumenti atti a rimettere in piedi l'economia del Paese in maniera strutturale». «Sono misure che possono essere prese in casi di straordinaria necessità ma per tempi assai limitati, altrimenti si rischia di creare un effetto di dipendenza dal quale poi è complicato uscirne». Parole profetiche alla luce di quanto è accaduto ieri: dopo il tonfo delle borse asiatiche tutta l'Europa ha visto pesanti flessioni delle sue piazze finanziarie che hanno bruciato 230 miliardi di euro (11 in Italia) e l'effetto Fed si è abbattuto anche sullo spread, balzato a 290 punti, mentre quello dei Bonos iberici si è impennato a 321 punti per un tasso del 4,86%. Ieri la maglia nera è stata di Parigi -3,66%, seguita da Francoforte -3,28%, Milano -3,09% e Londra -2,98%. In flessione anche Lisbona -3,20% e Madrid -3,14%, Amsterdam -2,53% e Zurigo -2,45%. A metà seduta in calo anche Wall Street tornata sotto la soglia dei 15.000 punti con una flessione dell'1,33%. L'effetto Fed si è fatto sentire anche sul mercato dei cambi. L'euro ha chiuso in deciso calo a 1,3179 dollari, prossimo ai minimi da due settimane mentre il dollaro si è ulteriormente rafforzato nei confronti dello yen e l'oro ha toccato nuovi minimi a 1350 dollari l'oncia, il livello più basso dal 2010. ©RIPRODUZIONE RISERVATA