Rifiuti e spazzamento strade costano quasi 6 milioni

CHIVASSO Ma quanti sono gli operai di Seta che puliscono il centro cittadino? È il quesito, uno dei tanti, che la minoranza consiliare ha posto alla giunta durante il consiglio comunale riunitosi lunedì sera a Palazzo Santa Chiara. All'ordine del giorno tutte le delibere propedeutiche al bilancio, tra cui quelle relative alla Tares, la nuova tassa rifiuti. Molti i dubbi della minoranza, soprattutto sui costi del servizio, che quest'anno ammontano a circa 5 milioni e 700 mila euro e che dovranno essere coperti completamente dai cittadini. «Dobbiamo dare delle certezze – ha tuonato Adriano Pasteris, capogruppo del Pdl -. L'unica certezza che abbiamo è che pagheremo di più. Questo baraccone che è il consorzio di bacino 16 funziona? Possiamo garantire che il sistema è controllato? I costi di spazzamento e lavaggio delle piazze pubbliche sono di circa un milione di euro. Mi sembra tantissimo e mi sembra che ci sia un numero esagerato di lavoratori che operano a Chivasso». «Sul piano finanziario – ha rincarato la dose Gianfranco Scoppettone, della lista Per Chivasso Pasteris sindaco - si parla di dieci operatori al giorno per normalmente spazzano Chivasso, ma io ne ho sempre visto solo uno». «Sarà mia premura – ha replicato ironico l'assessore Massimo Corcione – fare conoscere a Scoppettone uno per uno gli operai che lavorano a Chivasso. Sono 11 più 2 addetti allo spazzamento». Quello che tutti condividono, anche dai banchi della maggioranza, è la sensazione che il servizio costi tanto e che non siano mai arrivati i promessi vantaggi economici della raccolta differenziata. Lo hanno sottolineato Scoppettone, Marco Marocco del Movimento 5 stelle, il consigliere del Pd Saverio Trono e lo stesso assessore. «La raccolta differenziata è stata uno specchietto per le allodole - ha detto Corcione -. Era stata venduta per economicamente vantaggiosa ma così non è stato». Marocco ha poi ricordato come i dati del Consorzio di Bacino 16 siano poco trasparenti: «Non ci resta che accettare o non accettare». A creare ulteriore malcontento tra i consiglieri di opposizione è poi lo stanziamento a bilancio di un 10% a garanzia degli insoluti, come a dire che per evitare di andare in rosso in caso di mancati pagamenti da parte dei cittadini, tutti dovranno farsi carico di pagare un po' di più. Contrari Pasteris e Matteo Doria (Pdl): «Non si può dire che si deve aumentare l'accantonamento tartassando chi già paga. Senza contare che ci sarà un impatto molto forte sulle attività industriali», ha lamentato quest'ultimo. «In Italia pagano sempre i soliti. È un dato di fatto. Forse però se nel passato si fosse accantonato di più adesso Seta non sarebbe in queste condizioni», ha replicato Corcione. (s.a.)