Notte con l'Italia c'è da battere Zac

di Alessandro Bernini Fossero moto, saremmo messi malino. Ma questo è calcio, e allora la storia siamo noi. Italia-Giappone forse non avrà il fascino di un match col Brasile, però nel contesto Confederations è forse la partita più importante. Se l'Italia vince può prendere l'aereo di sola andata per la semifinale. Si gioca a Recife, le 19 locali, le 24 in Italia. Sperando che sia una notte azzurra. L'autovelox. I campioni d'Asia la metteranno sulla velocità, un po' perché sono nati per correre e un po' perché l'Italia era apparsa in debito di ossigeno (ma col Messico è andata molto meglio). Sarà insomma una partita da giocare nel segno del credo di Prandelli: possesso di palla, gioco, manovra. Cercando di mettere l'autovelox ai "Blue Samurai" che hanno in Honda il motore più potente. Idea Aquilani. Vincere dunque, al di là della formazione. Prandelli ha in mente qualche cambio e sembra orientato a lanciare Aquilani: sarà dunque Marchisio il sacrificato, pagando dazio dopo la prova opaca contro il Messico, anche se il suo periodo di appannamento parte abbastanza da lontano. In rampa di lancio anche Maggio, pronto a sostituire Abate nel contesto di un piccolo turnover necessario per gestire le energie, soprattutto di chi deve sfrecciare avanti e indietro sulla fascia. Non si tocca invece l'albero di Natale, il 4-3-2-1 che ha ridato compattezza all'Italia. Un modulo che esalta soprattutto Pirlo: con due alfieri al fianco (De Rossi e Montolivo) e due mezze punte pronte a rientrare (Giaccherini e in questo caso Aquilani) ecco che Pirlo ha più libertà d'azione, può spingersi in avanti e piazzare l'ultimo passaggio senza preoccuparsi di lasciare vuoti davanti alla difesa. Contro il Messico si era addirittura conquistato un netto rigore, non fischiato dal mediocre Osses. Confermato Giaccherini, che sembra sempre più l'uomo prediletto da Prandelli per regalare equilibrio alla squadra. Cambia avversario, cambia modulo, cambia manifestazione, ma lui c'è sempre. Che piaccia o no. Mario-gol. Poi è chiaro che i riflettori dell'Arena Pernambuco saranno in gran parte puntati su Mario Balotelli. Il più brasiliano degli azzurri, l'uomo che in Sudamerica ha ritrovato il sorriso e ora si è messo pure a regalare tweet da oratorio. Il Giappone ne ha presi tre dal Brasile e dunque dietro non sono fenomeni. Ma la presenza in panchina di Zaccheroni può creare qualche problema tattico all'Italia, naturalmente sull'asse Pirlo-Balotelli visto che è qui la sorgente e la foce del gioco azzurro. Prandelli in queste ore si è raccomandato molto con Mario. «Gioca per la squadra e la squadra giocherà per te», gli ha garantito. Due calcoli. Numeri alla mano. Se alle 21 il Brasile batte il Messico, l'Italia superando il Giappone è matematicamente passata. Sempre dando per scontata la vittoria della Selecao, un pareggio col Giappone ci metterebbe davanti a tre strade nell'ultimo turno: battendo il Brasile arriviamo primi, pareggiando arriviamo secondi, perdendo si entra nel ginepraio degli scontri diretti e non sarebbe affatto scontato neanche il secondo posto. Caos biglietti. C'è il serio rischio che la partita di stasera si svolga in uno stadio semivuoto. Gli enormi disagi vissutu per la partita tra Spagna e Uruguay stanno infatti convincendo molti appassionati a disfarsi dei biglietti in loro possesso, così sui vari social network ne sono stati messi in vendita molti, a prezzi al ribasso. A far desistere i tifosi dall'andare allo stadio è il pessimo funzionamento dei trasporti; oltretutto la Fifa ha già fatto sapere, assieme alle autorità locali, che anche oggi sei ore prima della partita verranno chiuse (anche ai taxi) tutte le strade vicine allo stadio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA