Corsa per il lavoro dei dipendenti Romi

PONT Sarà la "Corsa per il lavoro", una corsa podistica da Pont alla Valle Soana, la prossima iniziativa dei lavoratori della Romi ex Sandretto impegnati in una strenua lotta contro la chiusura della storica industria produttrice di presse. Dopo aver manifestato a Torino la scorsa settimana ed ancora lunedì mattina, davanti alla Regione (mentre era in corso un incontro sulla situazione della loro azienda), e dopo aver appreso le notizie poco incoraggianti emerse dall'incontro ed il conseguente ultimatum di 48 ore dato dalla Regione al gruppo Romi, ieri mattina, i dipendenti dello stabilimento pontese si sono riuniti in assemblea ed hanno stabilito di proseguire la lotta con nuove iniziative. Sospeso il blocco dello stabilimento, programmato per ieri e rinviato in attesa di vedere gli effetti dell'ultimatum regionale, i lavoratori hanno deciso di organizzare, come detto, la "Corsa per il lavoro", un'inedita forma di mobilitazione con la quale sperano di coinvolgere un gran numero di persone di Pont, delle valli, ma anche del resto del Canavese. La corsa, infatti, sarà allargata anche alle altre aziende in crisi, dall'Alto Canavese all'Eporediese, e farà leva sulla solidarietà di commercianti, associazioni, enti locali. «Contiamo sulla collaborazione dei Comuni interessati dall'evento e sulla partecipazione di tutto il territorio - sottolinea Fabrizio Bellino, responsabile della Fiom Canavese –. Lo scopo è tener alta l'attenzione sulla vicenda Romi, ma anche sul problema lavoro che accomuna tutto il Canavese». La competizione podistica si svolgerà, probabilmente, nell'ultimo fine settimana di giugno o all'inizio di luglio, nel frattempo i lavoratori sono pronti ad andare anche a Roma, a manifestare davanti ai ministeri e all'ambasciata brasiliana, che saranno nuovamente tirati in causa dalla Regione. «Ci saranno nuovi contatti con l'ambasciata e con i ministeri competenti – promette, infatti, l'assessore Claudia Porchietto – perché la misura è colma. La sensazione è che da parte della proprietà vi sia la volontà di prendere in giro i lavoratori e le istituzioni. Lunedì, dopo aver appreso quali erano le condizioni di vendita dell'azienda, abbiamo dato 48 ore di tempo alla proprietà per decidere se vuole o meno iniziare una trattativa seria. Ad oggi la lettera d'intenti che è stata inviata dalla Romi in risposta dell'offerta della cordata di imprenditori italiani, risulta inaccettabile». Gli imprenditori italiani, comunque, pare siano intenzionati a continuare la trattativa per l'acquisizione degli stabilimenti di Pont e di Grugliasco impegnandosi a garantire la produzione e i 142 posti di lavoro, ed infatti, nelle prossime ore dovrebbero rilanciare una nuova offerta. Le condizioni di vendita dettate dal gruppo brasiliano Romi, comunicate lunedì, sono una fidejussione bancaria di 5 milioni di euro e il pagamento di royalties per l'utilizzo del marchio. Richieste che, come detto, hanno fatto infuriare l'assessore Porchietto ed anche il segretari regionale della Fiom Cgil, Vittorio De Martino, il quale le ha definite condizioni capestro. «Ci auguriamo che la trattativa continui e che abbia un esito positivo – commentano i lavoratori che presidiano lo stabilimento di Pont dal mese di febbraio – noi, comunque, siamo pronti a tutto». Il tempo intanto stringe: a luglio, infatti, scadrà la cassa integrazione e, se non ci sarà l'accordo per la cessione, l'azienda sarà liquidata. Ornella De Paoli ©RIPRODUZIONE RISERVATA