Sconosciuti, rinnegati espatriati: eroi-azzurrini

di Alessandro Taraschi Se fosse una questione di blasone delle squadre di provenienza e di esperienza internazionale non si comincerebbe nemmeno a giocare. «Ma nel calcio non contano solo la tecnica e il fisico. Conta anche il cuore», come ha sussurrato, stremato, Giulio Donati, terzino destro dell'Italia under 21, scuola Inter. Lui, capace di fermare il liberiano del Benfica Ola John nella semifinale vinta sabato contro l'Olanda, è retrocesso il mese scorso in Lega Pro con il Grosseto, insieme con il compagno d'azzurro Marco Crimi. E nella Nazionale che domani sfiderà i campioni in carica della Spagna non sono certo l'eccezione. La serie B per i baby azzurri è la regola. I casi fuori dal normale sono le stelline Marco Verratti, Lorenzo Insigne, Mattia Destro e Fabio Borini. Due di loro però sono emigrati per trovare la ribalta internazionale. Verratti al Paris Saint Germain, il più rapido a notare la straordinarietà del suo talento e ad aprire il portafogli. Borini al Liverpool dopo che la Roma ha deciso di non trattenerlo al termine della stagione 2011-2012. Storie ordinarie in un Paese in cui l'Inter dopo aver acquistato dal Brescia un Andrea Pirlo in età verrattiana anziché valorizzarlo lo girò in prestito alla Reggina. E l'Inter continua nel suo modus operandi imperterrita, visto che gran parte dell'attuale difesa di Devis Mangia è di proprietà nerazzurra. Oltre a Donati anche Matteo Bianchetti e Cristiano Biraghi sono cresciuti nel vivaio di Appiano Gentile. Il primo quest'anno ha giocato a Verona, il secondo a Cittadella. Luca Caldirola, prestato al Brescia, è della stessa nidiata. Ma anziché fare strada nell'Inter ha già avuto modo di cambiare tre squadre, tra cui anche il Vitesse. Il gruppo nerazzurro di cui fa parte anche il portiere Francesco Bardi, fresco di stagione al Novara, non è l'unico numeroso. La Juventus ha acquistato l'altro portiere Nicola Leali poi girato al Lanciano per farsi le ossa. In argomento di numeri 1 il terzo chiamato da Mangia, Simone Colombi, è dell'Atalanta ma ha già difeso le porte di Pergogrema, Alessandria, Juve Stabia e, da ultimo, Modena. Si diceva della Juventus, dove Luca Marrone ha trovato poco spazio, che ha fornito al Brescia l'inamovibile come Fausto Rossi. Ora i bianconeri vogliono assicurarsi il difensore dell'Empoli Vasco Regini. Il club toscano peraltro ha già venduto al Milan il promettente Riccardo Saponara, Milan da cui arriva invece Alberto Paloschi passato da Parma, Genoa e Chievo ma quantomeno rimasto in serie A. Nella massima serie hanno potuto giocare con più o meno continuità anche Andrea Bertolacci e Ciro Immobile (Genoa), Alessandro Florenzi (Roma), Nicola Sansone (Parma), Manolo Gabbiadini (Bologna, ma della Juve) e Marco Capuano (Pescara). Con i biancazzurri abruzzesi che grazie a Zdenek Zeman hanno svezzato lo zoccolo duro di questa nazionale (anche Insigne, Verratti e Immobile). Un totale complessivo di 278 presenze, poco più della metà delle 550 messe insieme dai prossimi avversari. Quegli spagnoli tra cui brillano campioncini con già alle spalle tanta Champions League: da Isco a Camacho del Malaga, da Tello a Thiago Alcantara, Montoya e Bartra del Barcellona, al portiere del Manchester United De Gea, a Rodrigo del Benfica. Ma nel calcio conta anche il cuore. E gli azzurrini vogliono ricordarlo a tutti anche domani sera. ©RIPRODUZIONE RISERVATA