El Shaarawy e Balotelli la coppia che scoppia

di Alessandro Bernini Nati per stare uno a fianco dell'altro. Un po' come Starsky & Hutch. Inutile negarlo, la pensavamo tutti allo stesso modo: Stephan El Shaarawy e Mario Balotelli erano la coppia meglio assortita del nostro calcio. Erano... Prandelli, gioia e dolori. Quando a gennaio il vicepresidente rossonero Adriano Galliani fece un blitz a Manchester per prendersi SuperMario, l'uomo più felice del mondo non era il tecnico milanista Massimiliano Allegri bensì il ct azzurro Cesare Prandelli. Che senza bisogno di stage e veleni (con le società) poteva vedere i due gioiellini compagni di reparto ogni giorno nel Milan. Tatticamente perfetti. Balotelli punta centrale, El Shaarawy che parte largo e punta la porta: dove la trovi una difesa che può contenere entrambi? Numeri amari. Invece il campo ha trasformato Starsky e Hutch in don Camillo e Peppone. Proprio non riescono a convivere. Guardiamo i numeri. Mario Balotelli firma per il Milan il 31 gennaio alla vigilia della quarta giornata di ritorno. Nelle precedenti 22 partite El Shaarawy ha già segnato 16 gol, è l'unico che tiene a galla il Milan. Il debutto di SuperMario è col botto: 3 febbraio Milan-Udinese 2-1 e subito una doppietta. Sembra che la coppia funzioni perché il Faraone regala al compagno l'assist del primo gol e si conquista il rigore del 2-1. In realtà è l'alba del tramonto. I due perdono il feeling in campo, Balotelli segna a raffica (12 gol in 13 partite) ma El Shaarawy entra nel tunnel e nelle ultime 16 partite segnerà solo un gol perdendo pure la maglia da titolare. Tra l'altro quel gol lo segna nel derby contro l'Inter, in una partita che Balotelli gioca malissimo. Le ragioni del flop. Ma qual è il problema? Ci sono due filosofie di pensiero. Secondo la prima teoria, siamo di fronte a un brusco calo del Faraone. Sia atletico perché fa fatica anche dar gas quando parte palla al piede, sia mentale come dimostra il suo nervosismo nel Milan con gli screzi con Allegri e in nazionale con quel calcione ai cartelloni pubblicitari nel match contro Haiti. Un'insofferenza che nelle ultime ore è cresciuta per le voci di mercato e le dichiarazioni poco rassicuranti di Galliani. Per altri il problema è invece tattico. Nel senso che Balotelli è un grande accentratore, anche troppo. Giocare vicino a lui può essere problematico, perché quasi sempre Mario cerca la giocata invece che il dialogo coi compagni di reparto. E il Faraone soffre quando non è nel vivo del gioco. Insomma, una doppia ipotesi che però potrebbe anche fondersi: El Shaarawy stenta a giocare con Balotelli e da qui nasce un blocco mentale e di conseguenza anche fisico visto che spesso le gambe sono messe in moto dal cervello. Intanto ieri non si è neanche allenato «per un sovraccarico muscolare», come comunicato dallo staff medico. Le mosse del ct. Prandelli non ha dubbi, tra i due preferisce puntare su Balotelli. Ma il ct ci vuole andare cauto. Ha provato un'Italia con il 4-3-2-1 rinforzando gli ormeggi in mezzo al campo perché in questo momento deve compensare l'assenza di brillantezza atletica facendo "massa", ma non vuole bocciare del tutto El Shaarawy. Anche perché in attacco abbiamo gli uomini contati, visto che Osvaldo si è fatto fuori da solo, Destro è con l'under 21, e dunque l'unica arma d'emergenza è Gilardino. Troppo poco. E poi il Faraone è un patrimonio del futuro, Brasile 2014 lo attende come protagonista. ©RIPRODUZIONE RISERVATA