«Campi allagati per colpa del ponte sulla ferrovia»

STRAMBINO Il contenzioso aperto con Rfi (Rete ferroviaria italiana) dal Comune di Strambino in merito ai lunghi tempi di attesa del passaggio a livello della strada che porta alla frazione Cerone, non è l'unico in atto con la dirigenza torinese delle Ferrovie dello Stato. Se per cercare di ottenere una risposta a proposito del sistema di azionamento automatico del passaggio a livello ceronese, il sindaco Savino Beiletti ha scelto di rivolgersi anche al prefetto di Torino e alla Procura della Repubblica di Ivrea, è stato sempre il sindaco a porre direttamente anche un'altra questione all'attenzione della direzione di Rfi di Torino. Il 27 maggio scorso, il sindaco ha infatti inviato alla direzione di Rete ferroviaria italiana, sede con uffici in via Sacchi 3 a Torino, una seconda lettera con oggetto i lavori al ponte sul torrente Chiusella al km 26+825 della linea ferroviaria Torino-Aosta nel territorio comunale di Strambino. Il ponte ferroviario è quello ricostruito a partire dal 2001 (con le realizzazione di quattro nuovi grandi pilastri in cemento a sostegno della pesante struttura, suddivisa in cinque tralicci in ferro pesanti 400 tonnellate) a seguito della devastante alluvione che, nell'ottobre del 2000, aveva letteralmente travolto il vecchio ponte in mattoni. Il problema che si è ora posto e che il sindaco ha sollevato riguarda i recenti lavori di sistemazione dell'area adiacente al ponte della ferrovia. «Nell'esecuzione dei lavori - ha spiegato Beiletti nella sua lettera – è stato modificato il fosso di scolo delle acque piovane che costeggiava il rilevato ferroviario, lato ovest, e che scaricava nel torrente Chiusella, immediatamente a monte del ponte. A seguito delle recenti piogge – ha aggiunto poi il sindaco – si è accertato che il fosso modificato non convoglia le acque in Chiusella ma crea allagamenti in una vasta area agricola con notevoli danni alle culture. Si invita pertanto la società – conclude Savino Beiletti – a provvedere con la massima urgenza, e comunque entro trenta giorni dal ricevimento della presente, a ripristinare la situazione preesistente ai lavori». In municipio e soprattutto tra gli agricoltori ci si augura che questa volta l'invito del sindaco venga accolto, senza dover invocare altri interventi d'autorità. L'appello del Comune va dunque alla dirigenza di Rete ferroviaria italiana che nel passato non è sembrata tanto tempestiva in alcune occasione nel rispondere alle richieste di vario genere inoltrate dal Comune di Strambino. Questa volta il sindaco ha dato voce alle lamentele di chi rischia di vedersi compromesso il raccolto. Sandro Ronchetti