L'INTERVISTA»IL SINDACATO INQUILINI
di Annalisa D'Aprile Dal ruolo ben definito dell'amministratore alle maggioranze più semplici per i lavori, dalla trasparenza dei bilanci fino al conto corrente obbligatorio per il condominio e al sito internet facoltativo. Sono solo alcune delle novità introdotte nel codice civile con la riforma del condominio. A spiegare quale impatto avranno su amministratori e condomini è Aldo Rossi, responsabile legislativo e segretario nazionale Sunia, il sindacato degli inquilini. Come cambia la figura dell'amministratore? «Finalmente vengono precisati i requisiti che deve avere, sia dal punto di vista del titolo di studio sia della qualità della formazione. E, cosa più importante, tocca tutti gli amministratori escluso il proprietario che fa anche l'amministratore nello stabile in cui vive. Il professionista invece, deve avere diploma di scuola media di secondo grado, l'attestazione di un corso professionale e seguire corsi di aggiornamento. Ora, l'assemblea può e deve chiedere questi requisiti insieme alla polizza di responsabilità civile. Inoltre l'assicurazione di rischio deve essere incrementata nel caso di lavori condominiali e, questo incremento, non deve gravare sui condomini. In sostanza, consiglio di diffidare degli amministratori che alzeranno la propria parcella in presenza della polizza, come di altre garanzie. Un'altra norma interessante riguarda le deleghe che l'amministratore non può più avere, così si evita un conflitto di interesse e la possibilità che sia lui ad assumere le decisioni». Chi avrà il compito di formare gli amministratori? «La norma non si sofferma su questo aspetto. Li faranno società o istituti di formazione, associazioni di professionisti. Ma, ripeto, non per questo il loro costo dovrà lievitare. Ricordo poi come le nuove norme prevedano che per il passaggio di consegne l'amministratore non possa più chiedere compensi aggiuntivi». La riforma riuscirà a essere un deterrente per gli amministratori disonesti, per quelli insomma che scappano con la cassa? «Speriamo di sì. La qualificazione della professione per legge dovrebbe funzionare da deterrente. Ad esempio, il bilancio prima non aveva regole, poteva anche essere un brogliaccio con entrate e uscite ora deve rispettare i criteri della contabilità, può essere soggetto alla revisione dei conti da parte dell'assemblea, in più c'è obbligo di tenuta di documentazione che prima non era esplicitamente previsto». Secondo le modifiche i regolamenti condominiali non potranno più vietare la presenza di animali domestici, da sempre motivo di liti. «Infatti il regolamento interno non può più porre divieti sugli animali in casa. Ed è vero che spesso sono fonte di contrasti, ma questi avvengono più sul modo in cui l'animale viene custodito, aspetto in cui serve solo il buon senso». Quali sono i più frequenti campi di battaglia? «Rumori e infiltrazioni nei singoli appartamenti innescano la maggior parte delle discussioni, come l'uso delle parti comuni, dal parcheggio alla regolamentazione dei giochi dei bambini. E le esalazioni: spesso alla base dei condomini ci sono esercizi commerciali, dunque le canne fumarie non a norma (come i rumori di celle frigorifere) sono spesso causa di controversie. Un altro contrasto nasce dal rispetto del regolamento di condominio. In proposito, altra norma è una multa che l'amministrazione può infliggere per violazioni al regolamento: si è passati da una cifra ridicola a un massimo di 200 euro, 800 in caso di recidiva». Tra le novità c'è anche quella, facoltativa, del sito internet di condominio. Così le copie di spese, fatture e ricevute sarebbero a disposizione di tutti. Farà presa? «Sarebbe stato meglio se fosse stato obbligatorio, invece deve deciderlo l'assemblea. Un amministratore corretto non avrà difficoltà a mettere tutto in rete, sempre senza un aggravio dei costi della sua parcella per i condomini. E poi, se l'amministratore condivide i dati magari risponde a 30 telefonate in meno. Conviene anche a lui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA