Scoperta casa per anziani abusiva
SAN GIUSTO Un blitz dei carabinieri del Nas di Torino, su disposizione della procura di Ivrea, condotto con l'ausilio di medici e funzionari dell'Asl/To4, ha portato, nella serata dello scorso lunedì, alla scoperta di una piccola residenza per anziani abusiva. Un'attività che andava avanti da almeno un anno, in una bella villa affacciata sulla centrale via XXV luglio, protetta alla vista da una siepe alta un paio di metri, con tanto di pastore tedesco in giardino a fare da guardiano. All'interno della villa, i carabinieri e i medici hanno trovato quatto anziani, di cui due non autosufficienti. I pazienti stavano bene, ma i locali sono risultati non adeguati all'ospitalità di anziani malati. Soprattutto, dai controlli è emerso che l'attività era condotta senza alcun permesso o requisito rilasciato dalle autorità sanitarie. Per questo. G.M. 65 anni, la presunta responsabile dell'attività, che aveva affittato la villa allo scopo di assistere a domicilio alcuni anziani residenti a San Giusto, è stata denunciata. Per gli anziani, trovati in buone condizioni di salute, si è subito trovata un'altra sistemazione. I due non più autosufficienti sono stati trasferiti in un casa di riposo adatta alloro situazione, mentre gli altri due sono stati affidati ai parenti, ignari del fatto che la struttura fosse priva dei requisiti. La donna denunciata dai carabinieri del Nas è conosciuta per aver organizzato altre forme di assistenza simili a quella scoperta a San Giusto, prima nella frazione Casale di Mazzè e poi in un elegante cascina alla periferia di San Benigno. Per le strutture, dopo la scoperta dell'attività, sempre condotte senza disporre di tutte le necessarie autorizzazioni, ma con il consenso scritto dei parenti degli anziani, era stata disposta la chiusura. G.M. si era sempre difesa dicendo di avere a cuore il benessere degli anziani. E di avere le competenze per poterlo fare. «Ma trattandosi di strutture private - aveva detto agli inquirenti - esiste un vuoto legislativo per quanto riguarda gli aspetti gestionali. Io so soltanto che trattandosi di piccole strutture gli anziani possono essere seguiti con molta attenzione. Loro inoltre si sentono come se fossero a casa». A segnalare il caso di San Giusto alla Procura sarebbero stati alcuni amministratori comunali, dopo essere venuti a conoscenza dell'attività avviata all'interno della bella villa di via XXV luglio. Il sindaco Giosi Boggio, congiuntamente al blitz dei Nas, ha emesso un'ordinanza di sgombero. «Va detto però che gli anziani – si limita a dire Boggio – erano tenuti bene. Anzi, i due ospiti autosufficienti non volevano lasciare la villa. Al momento dello sgombero ad assistere gli anziani, oltre a G.M., c'era anche un'altra persona. Per l'assistenza degli anziani sembra che i parenti versassero una retta mensile». Anche alcuni residenti della zona si erano accorti del movimento all'interno della villa, ma preferiscono non fare commenti. «Io so soltanto che una mia amica portava li sua madre – commenta una pensionata - . E mi diceva che era assistita bene». Lydia Massia