Castello, rinasce la vigna «Faremo erbaluce bio»

di Rita Cola wPARELLA L'appuntamento era per mercoledì mattina, forse non proprio l'ideale dopo la pioggia insistente delle ultime settimane. Ma l'occasione è una rinascita e quindi, a dispetto del meteo, ci teneva in modo particolare Graziano Cimadom, numero uno di Manital, che, due anni fa, ha deciso di acquistare all'asta lo storico castello dei conti di San Martino di Parella, restaurarlo con un maxi intervento da una dozzina di milioni di euro e farne il centro di un parco agricolo dedicato al tempo libero. E così, mercoledì mattina è rinato ufficialmente il vigneto del castello. Attorno al maniero di Parella, c'è infatti un parco di tre ettari, uno dei quali, già storicamente, era un vigneto. Nei mesi scorsi l'area è stata tutta ripulita (otto anni di abbandono hanno lasciato il segno) e sono stati anche modellati come erano in origine i terrazzamenti. Mercoledì mattina sono state messe a dimora le barbatelle. La prima, come gesto simbolico, è stata messa a dimora proprio da Cimadom. «Sarà una vigna a erbaluce - spiega Erika Margiaria, responsabile del progetto di rilancio del castello - esattamente come era già in origine. E sarà una vigna a coltivazione biologica». Tra l'altro, alcune vecchie viti che non erano state soffocate dalle vegetazione cresciuta a dismisura attorno al castello, sono state recuperate e saranno nuovamente piantate, a testimonianza della storia di un luogo che, nelle intenzioni di Manital, vuole continuare. Non è l'unica novità legata al restauro del castello e del parco. La Soprintendenza ha intanto dato l'ok definitivo al progetto redatto dallo studio Simonetti e Faletti (specializzato nei restauri delle dimore storiche) e, proprio in queste settimane, si sta procedendo alla rimessa a nuovo del tetto. Anche qui, l'impresa individuata da Manital, la Guerrini costruzioni, cento anni di storia e opere di primo piano realizzate, non è esente dalla crisi. E Manital ha deciso di procedere all'affitto di un ramo d'azienda, in modo da poter proseguire i lavori. «Il tetto - sottolinea Margiaria - rappresenta per noi una priorità. Non è, comunque, l'unico intervento. Sono stati fatti anche alcuni saggi per il recupero degli affreschi. Per alcuni sarà sufficiente una ripulitura, altri invece, potrebbero essere più danneggiati e quindi avere bisogno di interventi più massicci». Un fatto, però, al momento è certo. Non sarà possibile ripetere l'apertura estiva per una piccola stagione musicale, come avvenuto lo scorso anno, con alcuni concerti ospitati nella suggestiva cornice del cortile interno. «Purtroppo - spiega Margiaria - ci sono i ponteggi e i lavori e aprire al pubblico, seppure solo il cortile interno, comporterebbe problemi di sicurezza. Lo scorso anno, la stagione musicale è stata apprezzata, così come l'apertura (o meglio, la riapertura dopo anni, ndr) del castello in occasione delle giornate di primavera del Fai. Ricevo telefonate e richieste per sapere se faremo iniziative e se apriremo o se possiamo ospitare eventi. Al momento, però, ci sono i lavori in corso». L'obiettivo, però, è di aprire il prima possibile. I lavori di restauro, dopo il blocco del tetto, saranno organizzati a lotti, in modo da poter fruire quanto prima degli spazi del castello. ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY E I VIDEO www.lasentinella.it