Tommaso Gilardini: peccato, ho sognato
IVREA La sconfitta brucia. Tommaso Gilardini è un giovane composto e solo dal viso tirato si comprende la sofferenza. Perché a 26 anni e dopo che ti sei dato anima e corpo a quest'avventura è normale che la delusione prenda il sopravvento. A un certo punto, mentre intorno a lui si parlava degli impegni per il futuro, si è lasciato sfuggire un «bisogna vedere se io avrò ancora voglia di mettermi in gioco». Sfogo legittimo. Del resto Tommaso Gilardini non aveva nascosto la sua ambizione di provarci davvero a guidare la città con un programma alternativo a quello di governo. Rispondendo alle domande personali della Sentinella, al quesito "qual è il tuo sogno nel cassetto?" aveva risposto "diventare sindaco della mia città". E lo desiderava davvero, tanto da mettersi in gioco e immaginare un futuro diverso e tutto qui, in Canavese. Gilardini, laureato alla Bocconi, oggi lavora a Milano, in una società di servizi finanziari. «Io sento di poter fare il sindaco - diceva pochi giorni fa -. Ho studiato per questo (si è laureato in economia e management delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali) e voglio impegnarmi per la mia città. Sono disposto a cambiare vita a costruirmi un futuro qui, prima facendo il sindaco a tempo pieno e poi magari mettendomi a fare il commercialista». Nel tardo pomeriggio, quando ormai dai seggi i rappresentanti di lista hanno comunicato che il sogno è finito, è il momento delle analisi a caldo. Fino all'ultimo, una speranza: «Almeno arrivare al 20%». Quasi una beffa: i definitivi si fermeranno al 18.89. Ma si va avanti. Prima telefona a Della Pepa per riconoscergli la vittoria e poi analizza il voto, a cominciare da quello giovane, che evidentemente è mancato. «Io mi assumo la responsabilità - dice - di non essere riuscito a raggiungere i giovani. Evidentemente c'è talmente tanta disillusione che nessuno è più ritenuto credibile. Ed è un peccato». Altro tema, il voto nelle periferie di Ivrea. Lì, Della Pepa ha fatto il pieno: «Anche su questo dobbiamo fare una riflessione. Noi abbiamo battuto tutta la zona del centro storico e abbiamo parlato con tante persone che ci hanno dimostrato vicinanza e incoraggiati. Sì, ho avuto tante pacche sulle spalle e tante belle parole. Ma poi, il risultato è stato un altro». Altro spunto: «Mai, come questa volta, c'è stata una frammentazione dei voti sugli altri candidati a sindaco. Il voto compatto al Pd mi ha davvero sorpreso». (ri.co.)