Decesso Luciana Oppedisano per il gip servono altre indagini

CUORGNÈ «Bisogna indagare ancora». È quanto stabilito dal gip Stefania Cugge del tribunale di Ivrea in merito alla morte di Luciana Oppedisano, 55 anni, di Cuorgnè, deceduta il 20 giugno del 2012 a sette giorni di distanza da un intervento chirurgico alla cistifellea eseguito all'ospedale di Cuorgnè. Il giudice ha, inoltre, disposto che dal fascicolo venga stralciata la posizione di Savino Ruscino, 54 anni, medico internista, difeso dall'avvocato Leo Davoli. Ruscino è stato ritenuto estraneo a quanto accaduto avendo ricoperto un ruolo marginale nell'intera vicenda. Il supplemento di indagini, come richiesto dalla Cugge al pubblico ministero, riguarderà invece gli altri tre medici ancora indagati, ovvero Antonio Bergantino, 55 anni, Roberto Scala, 48 anni, e Maurizio Perardi, 53 anni. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo. Con questa decisione ha, quindi, respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla procura alla chiusura delle indagini, accogliendo, invece, l'opposizione presentata dai parenti della defunta, in particolare dal marito Vincenzo Oppedisano che un mese fa aveva manifestato proprio davanti a Palazzo Giusiana chiedendo che il procedimento non fosse chiuso. Secondo la parte lesa, infatti, sia l'intervento chirurgico che l'assistenza post-operatoria non sarebbero stati adeguata alle condizioni della donna poi deceduta. Le ulteriori indagini dovrebbero portare a nuove perizie mettendo in luce, laddove ve ne fossero, eventuali responsabilità da parte del personale medico dell'ospedale di Cuorgnè. «Siamo fiduciosi che le conclusioni saranno le stesse alle quali era già arrivata precedentemente la procura» commentato gli avvocati Celere Spaziante e Giuliano Arimondo, legali di Perardi e Scala. (val.gro.)