Cinghiali, boom di incidenti sulla strada
di Simona Bombonato wCHIAVERANO Cinghiali, caprioli, cervi: cause di incidenti stradali quaranta volte in un anno sulle extraurbane di tutto il Canavese, venti solo nell'Eporediese. Numeri da record che rischiano di lievitare in queste settimane in cui nei campi è in corso la semina e gli animali si spostano in cerca di cibo. Il punto è che la popolazione di cinghiali, secondo i dati registrati dalla Provincia, con gli ambiti di caccia e gli agricoltori, è aumentata sensibilmente proprio in questo primo semestre 2013. Da Chiaverano a Fiorano, Burolo, Cascinette, Ivrea, Montalto, da Candia a Castellamonte, le campagne di contenimento avviate dalla Provincia hanno prodotto l'abbattimento di 60 capi in appena quindici giorni. L'emergenza è scattata. Perché oltre ai danni all'agricoltura, una presenza fuori controllo di animali selvatici rappresenta un pericolo reale sulle strade. I numeri: il 50% degli incidenti in Canavese riguarda Ivrea e dintorni. In particolare, Chiaverano, Borgofranco, Montalto, Piverone, ma anche Carema, Colleretto Giacosa, Loranzè, Mercenasco, Palazzo, San Martino, Settimo Vittone, Caravino. La percorrenza più a rischio è la statale 26 con il 40% dei sinistri, seguono le provinciali 62 e 75, 92, 22, e le statali 565 e 228, come la provinciale tra Ivrea e Rivarolo e la provinciale 56 tra Caravino e Strambino. «Invitiamo gli automobilisti ad andare piano e a prestare attenzione soprattutto di notte – ripetono da Palazzo Cisterna – È consigliabile usare gli abbaglianti, sono un modo utile per spaventare gli animali e quindi tenerli lontani dalle carreggiate». Gli inviti alla prudenza rientrano nella campagna di informazione avviata nel 2010 e ripresa in questi giorni dalla Provincia a fronte della crescita eccezionale del numero di cinghiali. Gli esperti spiegano che i momenti della giornata in cui è più probabile imbattersi in questi animali sono il crepuscolo, l'alba e la notte. «In ogni caso non bisogna mai considerarli eventi improbabili – si legge nel pieghevole pubblicato in concomitanza con la campagna di sensibilizzazione – Gli ungulati occupano ormai gran parte del territorio, quindi la prudenza è d'obbligo anche dove non ci sono i cartelli». Occorre stare in guarda lungo le strade che attraversano i boschi o vicine a corsi d'acqua o alle coltivazioni, come ai percorsi di fondovalle e collina, specie se distanti dagli abitati. Quanto ai danni alle auto c'è poco da fare: «Il patto di stabilità – dice Marco Balagna, assessore provinciale alla Tutela di fauna e flora – ha spinto la Regione a non prevedere nemmeno per il 2013 il contributo valido fino al 2011 come parziale ristoro». Contributi, questi, riconosciuti per dieci anni a partire dal 2001 che hanno visto erogare agli automobilisti un indennizzo prima del 50, poi del 30 e negli ultimi anni del 15% sui danni accertati da perizia, danni che mediamente si aggirano attorno ai 4mila euro per gli incidenti di questo tipo. Le cause contro la Provincia parlano infine di soli 4 episodi in tre anni, due tra Alice Superiore e Candia, poi Ivrea e Baldissero Canavese. Del resto la giurisprudenza raramente riconosce una parte di responsabilità all'ente, a meno che l'incidente non si sia verificato su una strada piena di buche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA