Emodinamica, l'incognita dell'apertura
di Rita Cola w IVREA A questo punto, è una sorta di beffa del destino. Il servizio di emodinamica di Ivrea non pare essere di quelli da cominciare con una bella inaugurazione con tanto di discorsi di rito e taglio del nastro, sia pure ormai decisamente kitsch e fuori moda. A distanza di dieci giorni dalla prevista (e rinnovata) apertura di emodinamica per il 4 giugno, l'incertezza la fa da padrona. Il Tar - è notizia di giovedì - accogliendo alcuni ricorsi presentati anche dal sindacato dei dirigenti medici Anaao Assomed, ha ordinato la sospensione della delibera del 28 dicembre scorso sul riordino della rete delle emodinamiche e di tutti gli altri atti amministrativi della Regione (e delle aziende sanitarie che già avevano provveduto) che discendono da quel provvedimento. Non solo. I giudici amministrativi hanno fissato un'udienza pubblica per discutere la questione nel merito a giugno 2014 e, di fatto, invitano la Regione a vagliare in modo approfondito i dati economici e sanitari e i problemi evidenziati e quindi riesaminare le delibere impugnate. La Regione, da parte sua e per bocca del vicepresidente Gilberto Pichetto, ha annunciato che farà ricorso al Consiglio di stato. E nel frattempo? Bel problema. A Ivrea, la delibera sospesa dal Tar prevedeva l'apertura del servizio e la progressiva dismissione da Ciriè, dove attualmente c'è l'unica emodinamica dell'Asl/To4 attiva 24 ore su 24. Nei giorni scorsi, il direttore generale dell'Asl/To4, Flavio Boraso, ha scritto alla Regione sottolineando come siano stati verificati i macchinari, completato il percorso di formazione del personale e messa a punto la convenzione con la cardiochirurgia dell'ospedale Molinette di Torino. Tutto pronto, quindi. E oggi, lunedì, Boraso scriverà ancora per sottolineare che, il martedì e il giovedì, a partire dal 4 giugno, i pazienti che hanno bisogno di una coronarografia non in emergenza e che si presentano all'ospedale di Ivrea potranno essere trattati lì, senza più la necessità di essere trasferiti a Ciriè. E non è un numero irrilevante di persone, cinque sei a settimana, quando basta per saturare subito le sedute previste del martedì e giovedì. Non a caso, la coesistenza di emodinamica di Ivrea e Ciriè era cosa sostenuta non solo dalla politica, ma anche dall'azienda sanitaria. Gaetano Senatore è il primario della cardiologia di Ivrea e Ciriè. Lui, già lo scorso anno, aveva messo a punto il progetto organizzativo per aprire il servizio. E aveva cominciato, trovandosi poi suo malgrado nell'occhio del ciclone. E ora? «Io ovviamente dipendo dalla direzione generale - dice -. Noi, comunque, il nostro lavoro l'abbiamo fatto. Siamo di nuovo pronti. E saremmo in grado di cominciare anche in questo istante». Per la cronaca, la delibera dello scorso dicembre oggi sospesa nella sua efficacia dal Tar non è l'unico atto amministrativo che prevede il servizio di emodinamica a Ivrea. Lo prevedeva anche il piano sanitario precedente. Lì, emodinamica era indicato nei tre ospedali cardine dell'Asl/To4 ovvero Ciriè, Chivasso e Ivrea. Non a caso, quindi, nel 2006 erano stati spesi due milioni per acquistare le attrezzature e allestire il laboratorio a Ivrea e a Chivasso. La faccenda, però, si era complicata. A Chivasso, il servizio era stato inaugurato in pompa magna nel maggio 2011, in convenzione con Villa Maria Pia. In quella stessa conferenza stampa, era stato annunciato anche che Ivrea avrebbe aperto entro un mese. Non accadde. Poche settimane dopo scoppiava Sanitopoli, l'allora assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero finiva (anche per altre vicende) agli arresti domiciliari e un avviso di garanzia per abuso in atti d'ufficio veniva notificato all'allora commissario dell'Asl/To4, Renzo Secreto. Chivasso fermò l'attività. Il servizio aprì a Ivrea un anno dopo, nel marzo 2012. Una decina le coronarografie eseguite. Era stata anche organizzata un'inaugurazione che non ci fu mai. Dopo la lettera del paziente numero uno pubblicata sulla Sentinella che ringraziava i medici per la gentilezza e l'umanità scoppiò un putiferio. Per gli allora vertici dell'Asl/To4, la Regione non aveva concesso l'autorizzazione ad operare, nonostante il servizio fosse previsto nei piani. Calò il sipario. Fino all'autunno scorso, con una mobilitazione e una raccolta di oltre ottomila firme promossa dalla Sentinella e consegnate al governatore Cota. A Chivasso, dopo Sanitopoli, l'emodinamica è rimasta spenta. Non solo. La scorsa settimana è stata portata all'ospedale di Domodossola, dove inizierà a funzionare a giugno. «Una vergogna» è il commento della consigliera regionale Pd Gianna Pentenero.