Pirelli, stop (per ora) all'assalto dei ribelli
di Cristiano Marcacci Le gomme? Sempre più un dilemma in Formula 1 dopo i quattro pit-stop a cui sono dovute ricorrere le scuderie in occasione dell'ultimo Gran premio di Barcellona. Inizialmente, sembrava che la Pirelli – pressata dalle scuderie in ritardo rispetto alle altre – intendesse procedere con un'ulteriore rivoluzione, poi è arrivata la presa di posizione della Fia, da cui è arrivato il pressante invito a non stravolgere le mescole a campionato in corso. Da parte sua, anche il patron Bernie Ecclestone ha tenuto a mettere i puntini sulle "i", di fronte ai numerosi malumori manifestati da parecchi team. Per ora l'assalto è arginato ma non è detto che non ci siano altre puntate. «Ho chiesto io alla Pirelli – ha chiarito – di fare gomme che durassero meno della metà di ogni gara, il che significava avere più pit-stop. Ed è quello che loro hanno fatto. È davvero difficile prevedere e dire che le gomme dureranno il 15 o il 20% della gara, perché ogni circuito è diverso, cambiano le temperature, le vetture sono diverse e, ultimo ma non meno importante, ogni pilota ha il proprio stile di guida». Ritocchi ridimensionati. Quindi, solo modifiche minime. E a partire dal Canada, il 9 giugno, quando la Pirelli cambierà solo la struttura dello pneumatico, che da acciaio tornerà in kevlar, e con ogni probabilità solo sulle posteriori. «Il range di pneumatici Formula 1 Pirelli P Zero cambierà – conferma il numero uno della casa italiana Paul Hembery – dal Gran premio canadese. La decisione è stata presa dopo il Gp di Spagna, caratterizzato da una media di quattro soste per pilota. I nuovi pneumatici P Zero combineranno elementi del range di prodotto 2012 con quelli del 2013, unendo durata e prestazioni». Obiettivo: meno soste. «Nel dettaglio, i cambiamenti che apporteremo comporteranno un minore stress alle mescole, con l'effetto di ridurre il consumo e il numero delle soste. I test invernali sono stati insufficienti a raccogliere i dati necessari per uno sviluppo soddisfacente del range 2013, con la conseguenza di aver progettato coperture troppo orientate alla prestazione. Appena ce ne siamo resi conto, abbiamo iniziato a studiare delle soluzioni alternative. Lavoreremo, inoltre, per eliminare le delaminazioni causate dai detriti in pista. Un fenomeno che, comunque, non mette a rischio la sicurezza delle vetture, ma anzi assicura ai piloti la possibilità di completare il giro e rientrare in modo sicuro ai box per il cambio della copertura danneggiata». Le scelte per Monte Carlo. Ma veniamo alle mescole scelte per il Gran premio di Monaco: sono le due più morbide del range Pirelli F1: il P Zero Yellow soft e il P Zero Red supersoft. «L'usura e il degrado – riprende Hembery – dovrebbero essere molto bassi, il che dovrebbe portare a un massimo di due soste per vettura. Tuttavia, questo non renderà la gara meno strategica: in passato abbiamo visto piloti adottare strategie completamente differenti e tagliare il traguardo a distanze davvero ravvicinate. L'ultima gara in Spagna è stata vinta da un pilota che non partiva dalla prima fila: sarà interessante vedere se questo si ripeterà a Monaco, su un circuito dove è davvero difficile sorpassare. Proprio per questo, la strategia sarà ancora più importante del solito: le squadre cercheranno di usarla per migliorare le loro posizioni di partenza. Infine, non ci dimentichiamo che le prove libere si svolgono il giovedì e ciò ha delle ricadute sull' evoluzione della pista, poiché in alcuni punti il circuito resta aperto al traffico cittadino durante il weekend di gara». ©RIPRODUZIONE RISERVATA