Studio su antenne telefoniche per tutelare la popolazione
CHIVASSO Il Comune di Chivasso redigerà un piano di localizzazione degli impianti di telefonia mobile per garantire il servizio e minimizzare gli impatti sull'ambiente e sulla popolazione. Negli anni in città i ripetitori di telefonia installati sui tetti dei palazzi sono cresciuti a dismisura creando tra la popolazione preoccupazioni per la possibile connessione tra la presenza delle antenne e le patologie tumorali e di altro tipo. L'ultimo caso è stato quello dello scorso febbraio, quando l'ipotesi dell'aumento della potenza di un impianto su uno stabile di via Paleologi aveva suscitato grande timore tra i residenti nella zona. Proprio in quell'occasione erano iniziati i contatti tra le associazioni ambientaliste, i cittadini e gli amministratori comunali (che in base alla normativa vigente hanno perso alcune delle competenze in merito); questi ultimi avevano dato la propria disponibilità a convocare un tavolo tecnico con Arpa, associazioni ambientaliste e le società di telefonia che hanno impianti in città per valutare la possibilità di una soluzione condivisa. Il sindaco Libero Ciuffreda e il vice sindaco Massimo Corcione hanno così iniziato un percorso a fianco dei cittadini e giovedì 9 maggio alla presenza dei comitati di associazioni come Legambiente, dei gestori degli impianti e di alcuni cittadini si è svolta una specifica riunione al fine di valutare la possibilità di redigere un piano di localizzazione. «In un clima collaborativo – commenta Corcione – si è cercato di capire quali potevano essere le azioni da intraprendere per arrivare a minimizzare l'esposizione. In questo senso l'amministrazione si farà carico di un apposito studio che tenga conto dell'esistente, razionalizzi, dove opportuno, gli impianti ma soprattutto predisponga un piano per il futuro che minimizzi gli impatti sulla popolazione». Secondo i rappresentanti delle associazioni e dei comitati questo potrebbe essere un primo passo importante per giungere ad una riduzione degli impatti ambientali provocati dalle antenne, ad una minimizzazione dei rischi per la salute dei cittadini. I gestori in linea di massima hanno dato la loro disponibilità a partecipare al processo di redazione del piano, evidenziando però la necessità del rispetto dei limiti imposti e dei diritti esplicitati dalla normativa vigente. (s.a.)