«Mediapolis, un'illusione» Ambientalisti all'attacco

di Rita Cola wIVREA «Un accostamento indegno». Le associazioni ambientaliste attaccano sull'ormai ultradecennale questione di Mediapolis, il parco a tema che dovrebbe sorgere ad Albiano d'Ivrea e bollano con parole dure gli ultimi cambi societari e l'ultima uscita dell'amministratore delegato Alfredo Villa. Villa aveva annunciato che la presidenza della società era stata affidata a Vittorio Casale, immobiliarista già coinvolto in alcune inchieste milanesi e il cui nome era finito nell'ambito della P4, ma, soprattutto, aveva spiegato che il nuovo nome del parco a tema sarebbe stato "Il sogno di Adriano Olivetti". Un sogno - per Villa - tecnologico, dove il parco diventa luogo di sperimentazioni hi tech, accanto ovviamente alle giostre tradizionali. E se per Villa questo annuncio è il preludio all'ingresso nel vivo del progetto, dove si marcano le differenze con il progetto (e la gestione) precedente, per gli ambientalisti continuano ad essere solo parole. Parole sempre meno aderenti alla realtà. Perché se è vero che il progetto langue (da anni) in Regione, è altrettanto vero che esiste un accordo di programma sottoscritto nel 2009 da Regione, Provincia, Comuni e la stessa società che indica con estrema chiarezza la strada da percorrere se si vuole davvero realizzare il parco a tema inserito (ormai alla fine degli anni Novanta) nel Patto territoriale del Canavese e da alcuni considerato occasione di sviluppo turistico e occupazionale per il territorio. Fai, Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, Wwf s si sono sempre opposte al progetto. E ora spiegano come, proprio nell'accordo di programma, si faccia riferimento all'intesa che la società Mediapolis dovrà formalizzare dando garanzie finanziarie precise. Il progetto finanziario dovrà essere infatti validato dagli enti istituzionali. Ed è qui, che, secondo gli ambientalisti, emergono le fragilità: «Mediapolis ha dimezzato il valore delle proprie azioni ed è ben lontana dal possedere capitali necessari e la sua situazione si sostiene soltanto grazie a una assai consistente rivalutazione dei terreni di Albiano, a 35 milioni di euro. Nemmeno si può dire - continuano - che la capogruppo Clear leisure, abbia abbondanza di risorse da destinare a questo investimento. Forse, l'obiettivo che Villa intende centrare è solo quello di assicurare un elevato valore ai terreni di Albiano per potersi avvantaggiare delle conseguenti e ormai indispensabili plusvalenze. Per questo, forse, tiene in piedi delle illusioni».